L'autobiografia di Cleo

Spedita da: Jacqueline

CLEO

 

Mi chiamo Cleopatra Carmen, Cleo per gli amici (pochi). La mia è stata un’infanzia difficile e per questo mi fido poco dei miei simili a due zampe!

  Ero una gattina di strada. Mia madre se n’era andata con il nuovo compagno e con i miei fratelli, tutti tigrati. Ero sotto la custodia di mio padre Nerone, vicino alle rovine romane e al supermercato VIVO. In quel negozio lavoravano delle gentili signorine e alla famiglia felina non mancava mai un po’ di grasso di prosciutto, una crosta di formaggio, una ciotola di latte. Ogni tanto qualche cliente scema brontolava per quella presenza fuori dal negozio.

   Un giorno di novembre, una donna cercò di attirare Cleo mentre andava a fare la spesa. Niente da fare ! Quando uscì con le leccornie (?), le venne incontro. La mise nel bavero, prese i sacchetti e rientrarono non viste nel condominio.

  Dopo qualche tempo il VIVO chiuse e qualche sfigato (vedi Freud) avvelenò Nerone e i suoi figli !

  Ora Cleo vive felice e iperprotetta dalle brutture della razza umana.

 

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