La storia di Bleky
Spedita da: Rebecca
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Ciao, mi chiamo Rebecca, o meglio Reby. Io ho 12 anni e la storia che sto per raccontarvi è successa quando avevo 9 o 10 anni.
... Era una splendida
giornata d' estate quando arrivò Bleky, era tutta sporca e puzzolente, ma la
adorai già da subito. Lei aveva il pelo nero, un po' rossiccio sui fianchi e
una piccola macchia bianca sotto il collo. Quando mi avvicinai non ebbe
nessuna paura, infatti la presi subito in braccio e la portai in casa, ma
per entrare in casa c' era un problema: il cane. Il nostro cortile era
diviso a metà da un cancelletto che, di solito lasciavamo aperto, quindi
chiusi il cane da una parte del cortile e entrai in casa con Bleky in
braccio. Appena entrai mia madre guardò la micetta con tenerezza, la prese
in braccio e io mi misi al lavoro per farle la cuccia. Io e Bleky diventammo
migliori amiche, lei mi seguiva ovunque e di notte mi svegliava alle quattro
per uscire e io dovevo scendere, chiudere il cane e farla uscire. La mia
stanza e la cucina sono collegate dal terrazzo, infatti quando mio padre
metteva fuori sul terrazzo Bleky, lei veniva sempre a miagolare alla mia
finestra perchè sapeva che io la aprivo e la coccolavo. Ultimamente vedevo
Bleky che stava sulla ringhiera del balcone a osservare il cane e ,il cane,
che la "puntava" da sotto. Un giorno andai da una mia amica e quando tornai
Bleky non c' era più, sembrava sparita, invece l' aveva uccisa il mio cane e
non ho ancora capito come ha fatto... Sono stata male molti giorni, non
parlavo più con nessuno e alla vista di un gatto mi mettevo a piangere. Un
po' mi sentivo in colpa perchè mentre io mi divertivo e ridevo lei, forse,
lottava tra la vita e la morte per poi rivedermi di nuovo pochi attimi. Da
quel giorno ho capito cos' è l' amicizia vera e mi sono sentita dirmi da
tante persone " Era solo un gatto" e io ho sempre risposto a tutti " è dagli
animali che si conosce la vera amicizia e non da persone che dicono di
essere tue amiche e poi non sai cosa vanno a dire in giro di te" e non mi
sono mai pentita di aver detto queste cose. A volte ci soffro ancora adesso
e mi chiedo " Dov' è adesso lei? ", "Che sta facendo? Mi sta guardando?". E
se lei fosse qui adesso non la lascerei sola neanche un attimo, però vorrei
che lei sapesse una cosa: che io le vorrò sempre bene ovunque lei sia.
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