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Un gattino abbandonato
Come
posso dir di no ad un gattino abbandonato?
L’ accolgo,lo riscaldo,lo nutro.
Mi commuove il pianto accorato,
è sempre l’amore che prevale e mi lega,
dolce è la magia di questa creatura smarrita
profonda è la pietà che mi pervade,
resto commosso e felice
e come d’incanto mi perdo.
Piccola creatura
Come visione appari agli occhi miei.
Non hai più le tenere cure della tua mamma.
Posso abbracciarti,asciugare il tuo pianto,
posso nutrirti e consolarti,
poi col tempo diventeremo amici
in una perfetta affinità.
Ora riposa,dormi,sogna beato
Sono
vicino a te,non sei più solo.
Questa
poesia ha vinto il premio speciale-"Fedeltà" Roma 28-04-2004,sempre
ANNA MARIA
SALERNO sezione poesia
La
mia colonia felina
Come
l' Aurora, piange al mattino
Il suo figlio morto ucciso d 'Achille
Così anch' io, piango ogni giorno
I miei piccoli amici che non ci sono più.
Mi sento più simile a loro e
dissimile ai miei simili
E se qualcuno di essi soffre e muore, mi addolora
Soffre tutto il mio essere e muore
una parte di me.
Amano incamminarsi dalla colonia-
avanti, indietro
A me da presso, nella valle del fiume Aniene
Giocano, si rincorrono, mi fermo, si fermano
Mi muovo, si muovono qualcuno dei
più piccoli piange
Si sente smarrito, lo chiamo, l' aspetto
E poi tutti
insieme sostiamo su dei massi di tufo .
Seduto, mi salgono sulle spalle, sulle ginocchia,
sulla testa, in un abbraccio continuo, si alternano gelosi
per ricevere un sussurro,una carezza è
una gioia
e il tiepido sole del mattino e della sera che ci riscalda,
vedendoci
gioisce.
Questa
poesia vinto il secondo premio Letterario
ANNA MARIA SALERNO (Roma 2001)sezione poesia...
Dimenticati
Siate
generosi buttate gigli a piene mani
Sulle tombe dei bambini.
“delicato verso di Virgilio”
E’ giusto e doveroso!
Ma chi si ricorderà,
dei miei piccoli amici dimenticati?
Tra rovi,pietre di tufo ed erbacce.
E’ solo mio il compito di piangerli
E a piene mani donare l’affetto,
che come un soffio puro e sincero
esce dal mio cuore.
Sono anche loro bambini.
Crescerà nelle loro misere tombe:
una bella di notte,un cardo
una malva,una margherita.
Sono i fiori della pietà,ciclici e spontanei,
ed è fiore per loro il mio cuore
che mai li dimentica.
Piange la mia anima
E per sino le cose che ci circondano,
si mostrano pietose.
Gli uccelli a capo chino non cantano più.
Regna la commozione,non c’è posto per il sorriso.
Volutamente
Disfarsene,
scaricarli è facile
Basta abbandonarli.
E’ una tragedia che aggrava le mie sofferenze
Ma rafforza il mio amore per loro.
Nessuna cosa mi distoglie
Anche se sono immerso in un mare di difficoltà.
Ogni giorno come il primo e il seguente
Lasciano questi piccoli esseri ,
volutamente scacciati.
Allora è la pietà che vince e dolcemente li accolgo.
Eccoli! Sono in uno stato pietoso
Pieni di acciacchi e malanni.
Piangono, hanno bisogno di cure e di affetto;
mentre la società è cosi lontana dalla pietà,
il mio amore vince e li accoglie tutti in uno abbraccio.
Il mio cuore è colmo di gioia,
cosa mi serve tutto l’oro del mondo?
Sono in mezzo a loro,
sono commosso sino alle lacrime.
Fortunato me,che ho incontrato queste dolci creature,
non sapete ignari cosa perdete!
E’ male per l’anima separarsi dal mondo,
e
di non aver realizzato,un’ innocente desiderio.
Chi
avrà cura
Quando
terminerò
il viaggio in questo mondo,
chi avrà cura di loro,dei miei piccoli?
E d’ora che sono ancora in viaggio,
chi si sta prendendo cura
di quelli che non conosco?
E’ questa la mia grande pena
non poterli conoscere ed aiutarli.
Ma il mio amore li accoglie tutti
in un solo abbraccio
e li accompagna sino alla fine.
Dove loro andranno io sarò
e prenderò a mio carico,
tutto il loro dolore,tutte le loro sofferenze.
Si dolce sentimento senza pari
ricambiato dall’affetto incondizionato.
Si grande è la gioia
che riempie il mio cuore
e l’anima rimane incantata
da queste misteriose creature.
Chi siete spiriti gentili
che vi prendete cura di loro?
Oh sventura per quei poveri
che nessuno potrà
mai portar conforto.
Oh fato che ti accanisci contro i miseri
che vivono di stenti,malati e senza affetto
portali via,non farli più soffrire.
Tale è la gioia vivere con loro
che sembra di essere in Paradiso.
Piccolo
Quando
ti portano un piccolo
Abbandonato, disperso,
non discutere! Accettalo subito!
Toglilo dalle mani incompetenti,
più delle volte mendaci e crudeli.
Prendilo tra le tue
Mettilo vicino al tuo cuore,
fagli sentire con le tue carezze
sicurezza, tranquillità.
Trasmetti il tuo affetto,
tutto il tuo amore,
donagli ristoro e conforto,
fai in modo che si abbandoni al sonno
con un sospiro di sollievo.
Hai lenito le sue paure,le sue sofferenze,
ma in te rimane trasfusa la gioia
e una forte emozione che ti fa piangere.
E’ la pietà per queste povere creature
che ti fa grande.
Riconsolati,lascia agli altri la meschinità.
A
LITTLE ONE
When they leave you a little one abandoned,lost,
don’t question it! Accept him immediately!
Take him out of unqualified hands
frequently cruel and dishonenest.
Hold him in your hands,
put him close toyour heart
let him feel safe and peaceful with your hugs.
Convey your love, all your love;
give him comfort and relief so he can sleep peacefully.
You soothed his fears and sufferins
but joy transmitted to you now settes in
and strong emotions make you weep.
Having pity for these poor creatures makes you great.
Console yourself; leave cruelty to others!
Leopold Persidi Rome Dec.15,2003
Balilla
Tu
non sai perché ti chiami Balilla
È la nostalgia del tuo amico Mario,
di un tempo felice,che non torna più.
Il tuo musetto nero,
portatore di vivi ricordi dell’infanzia,
è un desiderio sfumato di malinconia
di rivedere persone e luoghi lontani
ormai irraggiungibili.
Tu misterioso amico
Che susciti le gioie del passato,
accarezzato dall’amore
dei tuoi affettuosi amici,
appagato,assopito dormi
e
sogni in tutta tranquillità.
Poesia
piccola
Li
amavo prima di conoscerli e or che li conosco ancor di più.
Ci aspettavamo,ci siamo incontrati per non perderci per non lasciarci
ed affrontare insieme le difficoltà della vita.
Poesia
piccola 2
Li
amavo prima di conoscerli ed or che li conosco ancor
di più...Ci aspettavamo e ci siamo incontrati,
E'
Pasqua
Sogno
un mondo senza guerre
Sogno
una Pasqua di Resurrezione
Senza
lo sterminio di massa, consapevole,
Di
miliardi di poveri animali.
Senza
l’olocausto, di milioni d’innocenti immolati
Mi
desto e vedo, ch’è stato soltanto un sogno,
la
realtà è più spietata, più cruda.
Allora
mi sento più colpevole e più affranto
Poiché,
poco e nulla ho fatto
Per
aiutare queste povere creature.
Eppure
ci sono sparuti “Animals’Angels,
che
li accompagnano, nell’ultimo viaggio,
verso
la morte.
Che
immane tragedia.
Piangete
gente dall’animo gentile.
Orrore
e pietà, mista a vergogna;
veder
sozzarsi così i miei simili, di efferate crudeltà.
Un
degradante primato senza fine,
ove
l’uomo ha perso dignità e senno.
L'agnello
immolato
Dolci
occhi pietosi che ispirano tenerezza
delicata
creatura, che gli uomini malvagi
hanno
deciso di riservarti,una morte cruenta.
E’
straziante la paura,il tormento,il grido di dolore
quando
le tue membra
vengono
colpite e lacerate,dal tuo carnefice.
Una
pena mi pervade,
un
sentimento di profonda sofferenza dell’animo.
Il
mio dolore diventa eterno
poiché
infinito è il rinnovarsi dello strazio
per
queste povere creature.
Allora
mi viene strappata l’anima
e
mi sento come nudo.
Un
vuoto accorato mi trafigge,
accasciato,amareggiato,afflitto,
porto
con me tutto il dolore,
tutte
le pene di questi innocenti figli.
Creature
smarrite
Non
avranno mai una tomba
nulla
che conservi il loro ricordo,
creature
delicate,sensibili, misteriose…
Piene
di sofferenze,di dolore,
che
la mia anima percepisce
si
commuove e piange.
Sperdute
chissà d’ove?
L’angoscia
mi assale, non mi da pace,
il
dubbio mi uccide più della morte.
Una
visione disagiata
di
presumibile tragica fine;
i
patimenti gli stenti,
tutto
è senza una risposta.
E’
un immagine desolante che mi affligge,
mi
toglie senza pietà il sonno.
Il
mio cuore e l’anima trafitti
Restano
inquieti e muoiono con loro.
Tragiche
sensazioni,che si addensano
come
nubi tempestose,che mi agitano,
mi
tormentano,
scacciano
dal mio spirito la pace
e
gridano:”dove siete miei piccoli amici”
desidero
che una parte di me si smarrisca,
con
voi,e l’altra resti accanto
a
quelli che mi sono vicini.
Oh
irrealizzabile desiderio
delle
creature perdute,
anime
morte senza consolazione.
Conoscerli
Voi
siete l'alba,il tramonto,la luce
la verità,la speranza, la vita.
Voi siete tutto quel ch'io non sono.
Voi siete me,ed io cerco di essere voi.
Li ho amati prima di conoscerli
e ora che li conosco ancor di più.
Affine e simile a loro,prima ch'io nascessi,
ci aspettavamo,ci siamo incontrati
per non perderci ed affrontare,
le spregevoli vicende della vita.
Per le strade, per la campagna,
per gli anfratti
vado in cerca dei miei piccoli smarriti
ed incontro altre creature perdute.
Evidente nei loro corpi la paura,
i disagi,le piaghe,
le lacerazioni intime dell'abbandono
delle piccole anime che vagano
senza speranza.
Il cuor mio si stringe, si strazia
la mia anima rimane sconvolta,angosciata
atterrita da tanto orrore.
Inconsolato, resto con loro e piango
e dove più acuto è il dolore,
il mio cuore si scioglie.
Gioia
e conforto
Io
sono il vostro conforto
venite, abbracciate la mia gioia,
che cura e lenisce le vostre sofferenze.
Attorniatemi vi sfamerò,vi curerò
il mio cuore è sicuro rifugio per voi
miei piccoli amici.
Non vi sentirete più abbandonati,
la mia presenza è garanzia di coccole,
di sicurezza.
Non disperate vi sarò sempre vicino.
Portate con voi i vostri amici che non conosco
ditegli che c'è chi gli vuole bene.
Vi cerco,vi accolgo, vi aspetto!!!
Quando incontrate queste creature
guardate i loro occhi sofferenti,
che implorono:"Dio Dio mio
quando mi viene a prendere".
E loro pazienti aspettano
abituati come sono nei secoli
nella lunga contemplazione dell'eternità.
La
speranza
Non
perdete la speranza
c'è con noi una Madonna Trasognata,
ch'è venuta a consolarci
e a lenire le nostre sofferenze.
Madre prima di essere donna,
Tu che ascesa Sei in Paradiso
poi tornata a portar letizia e conforto.
Anima non vidi mai così pietosa,
venire dall'Eccelso a por fine alle miserie.
Tu che pietosa perdoni
Supplicando Tuo Figlio,
Infinito amore,l'Eletto.
Figlio e Fratello di tutti i sofferenti,
Lui stesso dolore, speranza dei miseri
Beato colui che si sta spegnendo,
a Lui si rivolge;
nel travaglio non si sentirà più solo
sarà condotto per mano in Paradiso
Leopold Persidi ( 5-12-2003)
Poesia
piccola 3
Anche
se dovessi
attraversare la valle della morte ed affrontare tutte le vicissitudini che
vi s'incontrano,non smetterò mai di difendere coloro che ho sempre
amato
Nefertiti
e il suo sposo
Posata
con amore nella tomba dell'eternità,
immortalata ed onorata.
Dea e donna nei millenni
ci commuove per la sua bellezza.
Signora di delicata grazia,dolcezza,amore.
Amata dal suo sposo poeta,sognatore
sensibile alla bellezza,all'umanità,
alla giustizia,ebro del dio Aton,
incantato dalla sua sposa-cugina
preferì sognare la propria vita che viverla.
Perduto com'èra
nella contemplazione del suo dio,
il suo stato sprofondo nell'anarchia.
Separata,forte nella sua fede incrollabile
della nuova religione.Ormai lontana
dagli eventi che precipitavano,
entrava nel mito, nella legenda
bella tra le belle.
Tu soave creatura apparisti,
come raro fiore in mezzo al deserto
che non appassisce.
Leopold Persidi Roma.19-02-2004.
*Re Amenophis IV
Amor
per loro
Come Didone,nell'Eneide,
conoscendo io stesso il dolore,
chi più di me può portare aiuto
a questi poveri infelici !?.
E' più facile che il sole cambi il suo percorso,
ch'io l'amor per loro.
Anche se dovessi attraversare
la valle della morte,
ed affrontare tutte le vicissitudini
che vi s'incontrano,
difenderò ogni momento,
coloro che ho sempre amato.
E se pur la morte cavalca il mio destriero,
c'è qualcosa in me che non morrà mai.
L'animo sensibile si ricorderà di me
e condividerà la mia miseria.
Leopold Persidi.Roma (30-9-2002)
Accoglili
Accoglili,
non respingerli,non buttarli via,
non fagli sentire un secondo abbandono;
povere creature sballottate,
affidate,adottate,di nuovo respinte
e poi lasciate per sempre.
E' l'incoscienza,l'inciviltà dei più, privi d'amore,
che mettono queste sfortunate esistenze
in mano alla cattiva sorte,che va loro incontro
beffarda e senza pietà.
Alleata com'è di molti infelici umani
è lo scherno del male.
Allora è bene esistere per essere accanto
a questi compagni di vita misteriosi,
che silenziosi aspettano la loro fine
e toglierli,con tutto l'amore
dalle grinfie delle sofferenze.
Amateli date loro affetto incondizionato
fate in modo che riconquistano la fiducia
e sussurrategli che non tutto è perduto.
Stringeteli sul vostro cuore,così sentirete
la vostra anima più lieve che sospira,
e si libera dal peso degli affanni.
In un afflato di puri sentimenti
si compendiano gli affetti
in una fusione di sogno gioioso.
Dormire non svegliarsi
in questo mondo perduto
è più dolce morire in un abbraccio eterno.
Leopold Persidi Roma.08-03-2004.
Appena nati
Sono
due piccoli neonati,
la morte li sta ghermendo,
non posso fare niente per loro.
Non sentono neanche il mio affetto,
il mio dolore.
Si lamentano, si stanno spegnendo
lentamente.
Oh deleteria “entità”che ti appropri
Di due piccole vite appena sbocciate.
Hanno ancora gli occhi chiusi,
ma il pianto è così accorato,
da far fremere le membra.
Ingiusta “sorte” , che così tanto ti accanisci
contro chi non ti ha mai offeso.
Dea di pochi fortunati.
Leopold Persidi. Roma-(03-06-2003)
Frate
Francesco
Frate
Francesco,che nella tua pur breve vita,
solo, spoglio,ammalato,dalle stigma afflitto;
forse non sai,quanti e quanti nemici ho.
E’ per amor di queste povere creature,
che fanno parte del creato,
vengo sfottuto,vilipeso, calunniato,aggredito;
ho rischiato il linciaggio
e più volte di morir bruciato
per salvare,questi miei piccoli amici.
Sghignazzato,escluso,emarginato
Dai miei simili che hanno il dono della bestialità.
O devo dire ancora,come Tu dicesti,
frate Leone:”questa è vera letizia”.
Fino a quando dovrò sopportare
Le angherie e i soprusi
Di questi indegni figli di Dio?
Leopold Persidi Roma-6-7-2002
Brother Francesco
You were deprived, alone ,sick, afflicted with stigmata
In your short life.
Perhaps you don’t know how many foes have I
Because of these poor creatures sake
Who are part of the universe.
I am teased,scorned,slandered,assailed.
I ran the risk of being lynched
And burnt many times
To save these little friends of mine.
Mocked, banished, outcast
By my fellow men
Who have the gift of brutishness.
Or should I say as you said:
brother lion, this is true delight.
How long shall I bear the rudeness and abuses
Of these unworthy sons of God?
Leopold Persidi
Dolcissima
Dolcissima
piccola creatura
venisti da me sperduta
e con gioia t’accolsi.
Piccola tra le piccole,
misera tra le misere,
appena cresciuta tra le non cresciute.
Occhi velati,adombrati, appena aperti,
non svezzata,
bisognosa ancora della mamma.
Non ci sono che io,
vieni vicino al mio cuore;
quando avrai fame ti sfamerò,
quando piangerai ti consolerò.
Ti sento quando abbracciata
sei presso di me.
C’è più dio nel battito del tuo cuoricino,
che in tutti i sermoni e le preghiere,
che si recitano in chiesa.
C’è infinita profondità e dolcezza
negli occhi di questa piccola,
resa fragile e vulnerabile
da un mondo a lei ostile,
che nella profondità dei cieli.
Leopold Persidi Roma.27-06-2004
Dolcissima
non c'è più
Per
oscuro fato,per una sorte inclemente,
la morte l'ha ghermita e l'ha portata via.
Non sono bastate le cure,l’amore,
che delicatamente gli donavo
è stato tutto vano…
nel volger di un giorno se ne andata,
lasciandomi solo a piangere…
unica madre,unico padre,degli affetti.
Rimane l’ineluttabile che mi affligge,
forse non sono state vane le mie carezze
da lei gradite,sentite e vissute…
non sono stati vani gli abbracci,
i dolci sussurri bisbigliati lievemente,
perché piccola creatura aveva bisogno di preghiere.
Il mio cuore rimane lacerato…
se ne andato il mio piccolo angelo…
dallo sguardo misero,dolce,dagli occhi cerulei
increduli per le delicate attenzioni.
La vita,visto le cattiverie ha avuto pietà,
gli ha detto no ! E l’ha mandata via…
s’è spenta silenziosamente,misera tra le misere
in mezzo alle sue compagne
con le zampette che le coprivano il musetto.
Forse ha voluto morire,per non subire,
per non vedere le brutture di questo mondo.
Leopold Persidi Roma.17-07-2004
Tanti
figli (Gattini)
Un
padre solo, ma con tanti figli
tante piccoli bocche da sfamare,
mi sento felice beato in mezzo a loro.
Nulla temo per me, non ho paura ,
ma temo il male che a loro fanno
indifese creature .
Cosi vederle appaiono più pure
verso la via della sublimazione.
Leolpold Persidi Roma 22-5 -2002
Epitaffi
Dedicata a Roberta
Roma.27-04-2004
da Leopold Persidi
Eri una giovane gatta nera svelta come un fulmine.
Per ben tre volte fuggisti da casa,per andare incontro alla morte.
Prossima è la mezzanotte.Cani randagi abituati al killeraggio,
perché abbandonati,maltrattati,formano branchi d'indole aggressiva.
Ti hanno braccata,aggredita e lacerate le tue carni.
Invano ti ho cercata,non ho trovato più il tuo corpo,ne hanno fatto scempio.
Mi lasci nell'animo un'afflizione, di chi non ha potuto far nulla per
salvarti.
Non ero presente,eri sola ad affrontare l'aggressione, che incuteva terrore
e t'infliggeva dolore.
Misera tra i miseri,la tua saggia mamma è rimasta presso di me e forse ti
pensa.
Dedicata a Sciscia Roma.02-05-2004
da Leopold Persidi
Bellissima! Dal folto pelo lungo bianco macchiato di chiazze nere.
Per ben otto anni,priva di un' occhio,hai superato tutte le disavventure
della strada.
Sei caduta in una trappola mortale, che persona crudele ti ha teso
avvelenandoti
con "mascherato" topicida.Piangevi sotto le mie finestre,volevi morire
in
casa.
Raccolta e messa dentro il cestino da culla, per lenire lo straziante
dolore,t'ho somministrato
gocce-sonnifero .Quasi incosciente ,ti sei addormentata e morta nel sonno.
Ricordo il tuo affetto per me e la tua viva intelligenza .Preparami un posto
vicino a te.
Poveri poveri figli
Vengono
immolati nei cimiteri
negli altari,nelle le messe nere,
seviziati,uccisi,come altri animali,
nei laboratori di vivisezione.
Vengono abbandonati,rifiutati,espulsi;
lasciati a morir di stenti in balia dei soprusi,
dell’indifferenza,della cattiveria,del sadismo.
In ogni luogo:dentro le case,
sulle strade, nelle campagne.
Con ogni mezzo,viene perpetrato
l’olocausto in massa,della specie.
Tragico oltraggio!Povere creature.
Vergogna per noi,che quasi nulla facciamo,
per alleviare le loro pene e salvarle
dalle morti certe e cruente.
Per dileggio del fato,della cattiva sorte,
sono in balia di gente infida,
astuta e senza scrupoli.
Emerge nel sommo delle cose negative,
l’acuirsi della cattiveria umana
e il degrado della società.
Leopold Persidi Roma.06-11-2003
Come stracci
Quante notti
insonni per vegliare su di loro,
appena affacciati alla vita subito
sono stati strappati dal petto, dalle
amorevoli attenzioni, della mamma
e buttati come stracci in mezzo alla strada.
Hanno ancora gli occhi chiusi,non sentono,
con pietà e amore dono loro le prime cure.
Faccio quello che può fare un surrogato
di mamma,li alimento con il biberon…
sono come bambini,piangono continuamente
non soltanto per fame,ma spesso perché
bagnati di pipì.
Ansietà premurosa per strapparli alla morte,
è tutto vano;lei viene,uno alla volta se li porta via…
forse pietosa verso questi miseri figli,
rispettosa per i miei sentimenti d’amore.
Lacerato dal pianto,come padre,
che sta perdendo i suoi piccoli figli,
come benevolo re,senza sudditi,
che ha perduti, per sempre,i figli del suo popolo.
Tutte le piccole vite si sono spente,
non ho potuto difendere
una candela accesa nella tempesta.
Leopold Persidi Roma.04-08-2004
Il Gatto
Non a
tutti,ma concede i suoi affetti
a chi ne è degno.
Tranquillo,affezionato alle sue abitudini,
tiene all’ordine,alla pulizia…
nella sua tenerezza manterrà sempre
la sua libertà.
Non farà mai cose irragionevoli,
se affezionato sentirete l’intimità degli affetti.
Simboleggia la donna,la femminilità.
Dalle dimensioni delle sue pupille,
si può calcolare l’ora del giorno.
Carattere indipendente,
obbedisce quando vuole
da sembrare un ingrato,non lo è,
a volte ama star solo,ha paura
e diffida della società.
Gi antichi Egizi ne compresero l’utilità
e l’importanza dei benefici ottenuti,
per salvare le derrate alimentari
dall’invasione dei topi,tanto
da farne un’animale sacro.
Perseguitato negli anni bui del Medio Evo,
non capito ai giorni nostri,
molestato,tormentato dalla teppaglia,
vessato e condannato a morte,
poiché ignoranti,dalle stesse autorità
incivili, che non calcolano meschini,
le spaventose invasioni murine nelle città.
Leopold Persidi Roma.09-09-2004
Sventurati
Sventurati in
miseria estrema,
perseguitati dalla sorte avversa;
soggetti alle ingiustizie,alle sciagure
costretti a mendicità,indesiderati,
tra tormenti fisici e “morali”…
così si presentano,così è il loro aspetto
queste sono le condizioni degli infelici
votati alla morte laceri, sfiduciati,
poiché vana è la pietà di uomini sparuti.
Si presentano paurosi,umili,inermi,
bisognosi di cure d’affetto senza velleità,
ma vengono scacciati,respinti con violenza.
Che immensa pena vederli così…
Se siete capaci di seminare tanto dolore,
come non chiamarvi servi del demonio!
Come incantato,tra i misteri insoluti,
ho rubato un soffio di gioia a queste
anime sfortunate e sole, proiettate
da millenni verso la via della sofferenza.
Quando potremo avere consolazione
per le continue afflizioni,che a loro
impunemente con malvagità doniamo.
E’ un mondo sporco dove le anime
si perdono senza speranza,una sconfitta,
una battaglia per una vita errata,
incline e prostata dallo sconforto,
una rotta senza scampo, senza amore.
Leopold Persidi Roma.01-09-2004
Commozioni
Molti di loro
li prendo tra le mie braccia
li metto vicino al mio cuore per rassicurarli,
dolcemente si acchetano e prendono fiducia.
Come per incanto,si annullano tutte le sofferenze,
di avvenimenti drammatici,scontri fisici e verbali,
lotte che non hanno mai fine;si fanno strada
commozioni intense vissute,che non hanno l’eguale.
Le lacerazioni dell’anima si saldano,deliziosamente
escono dall’inquieto e godono della gioia affine,
con queste perseguitate creature.
La felicità mi appartiene,
perché credo alla bellezza dei miei sogni;
Custode degli abbandoni,degli infelici,dei sventurati
Il mio cuore è grande,pieno d’amore,di pietà
in seno alla mia anima senza tempo,
che gioiosamente si eleva e respira.
Leopold Persidi Roma.02-05-2004
Son Venuto
Non so s’è
stato scritto nel cielo,
o sono stato prescelto dal fato…
son venuto a lenire le sofferenze
di queste emarginate creature.
Vado elemosinando la pietà
per salvare questi infelici.
Soggiogato da elevati sentimenti
non vengo mai meno al mio operato di carità.
Sto esplorando le anime nei loro intimi segreti
e scopro una desolante miseria nei più.
L’umanità è avvolta in un sudario,
che ha impresso orrori e sangue.
E’ il dolore che mi unisce agl’infelici
e mi porta lontano dagl’indegni,
procacciatori diabolici del male.
Cerco d’inondare di luce accecante
quelle cose che sono rimaste sempre in ombra
le coscienze ,invano sono già morte!
Non ricevo che offese e negazioni.
Provo sdegno, repulsione,poiché
maleficamente celate, nascoste,
preferiscono l’oblio e morire nel buio.
Se ci dovesse essere un paradiso, gl’infelici
li troveremo di là che ci aspettano…
altrimenti c’è stato soltanto l’inferno…
tanto valeva non nascere.
Leopold Persidi Roma.02-07-2004
Il Pianto e Martino
Avete mai
sentito il pianto di queste povere creature,
assistito e visto gli spasimi?
Allora non potete rendervi conto
quale sia l'angoscia che vi attanaglia
e la tragedia che si vive.
Alcuni entrano in un palmo della mano
e vi lasciano l'impronta,
come cosa duratura e perenne.
Mi uccide il sonno,la triste compagna di tutti,
è sempre presente per portarseli via...
è un mondo di tragedia velato di sommesso pianto,
che puntualmente si rinnova e non ha fine.
Leopold Persidi Roma.12-07-2002
MARTINO*
Povero sfortunato figlio
la sorte non ti è stata benigna,
creatura della sofferenza...
dai spazi infiniti sei venuto
eri appena affacciato alla vita
e rapìto dalla morte sei tornato.
L'inganno del fato ti ha strappato
alle coccole,agli affetti pieni d'amore
di chi ti avrebbe voluto bene...
Ti piango e soffro come mamma
poichè t'ho visto immerso nel dolore.
Leopold Persidi Roma. 05-11-2004
*La tua mamma Rosaria
Raccolgo
Voi siete
consolazione
e ristoro della mia anima.
Voi siete coloro che ho sempre amato.
E’ l’amore,è la pietà, che mi spingono
senza indugio, a raccogliere per le strade
il dolore, le sofferenze di questi miei figli.
M’invade un tormento che mi distrugge,
e un’angoscia che mi annienta.
E’ strage: Dilaniati da cani randagi,
avvelenati con topicida,bastonati,
investiti, seviziati da balordi,
soggetti a supplizi e torture
da insane menti,delle messe nere.
Buttati giù,per sadismo dai piani alti delle case,
dopo avergli reciso i tendini degli arti;
scaraventati fuori delle macchine in corsa.
Azzoppati,accecati,fatti morire di fame,
di freddo,per incuria da malattie
doloranti e piagose, lasciati
con indifferenza senza pietà.
Smarrita umanità,società perversa
cosa ti aspetti!
Ho rabbia, disprezzo mentre piango
e non trovo consolazione.
Sto scrutando le anime malate
che rigurgitano soltanto orrore,
meschine miserie di esseri,che
non dovevano essere creati,
personificazione del male e degli obbrobri.
Anche se non ci sarò più,sarò presente
il giorno della vostra morte,
per scagliarvi tutto il mio disprezzo!
Tragedia infinita della vita.
Leopold Persidi Roma.17-06-2004
Galdino
Appena in tempo per portar via
i teneri fratellini da te,
allontanarli dalla contagiosa
e micidiale malattia che ti aveva colpito* *Gastroenterite
Innocente tra gli innocenti,
puro micino,forse, di un mese.
Rimasto solo,non un flebile lamento,
in silenzio senza un saluto,
senza dirmi addio sei andato via;
misero ti sei visto abbandonato,
in un momento degli addii eterni.
Non ti ero accanto ,perché addolorato,
per la tua estrema condizione di dolore,
preoccupato per i tuoi fratellini,
che partivano per altri siti
incontro a diverso destino a te
repentino e senza pietà avverso.
Desolazione per la mia anima che piange,
non ancora assuefatta alla morte dei piccini,
non rassegnata all’affidamento forzato
degli altri piccoli verso una precaria salvezza.
Leopold Persidi Roma.12-05-2005
Afflizione
Li ho visti,come immagini della
sofferenza,
sporchi e laceri,pieni di dolore.
Li ho raccolti con amore,con dignità
pieno di commozione e di pietà
che si addice ai miseri sventurati.
Ho pulito e curato le loro piaghe
e pian piano convincerli
dell’onestà dei miei sentimenti.
Abbandonati nei cassonetti, nelle discariche
li ho abbracciati,li ho consolati,
hanno preso e fatta loro la mia fiducia
liberandoli dagli estremi disagi
e dall’eterna paura.
Ho sentito il mio cuore palpitare
e l’anima mia morire di gioia.
Ho ritrovato i miei piccoli affini,
per perderci ancora nella serenità.
Cedo la mia vita
per un attimo vissuto con loro,
perché sublimi, perché eterni,
perché ho colto l’attimo che non fugge.
Per amor loro,sento incrostarsi su di me
e pesano,le calunnie,le offese,gli insulti
e mentre risano le piaghe dei miei piccoli figli,
si aprono copiose le mie e non rimarginano,
perché continue,perché ricoperte di sale.
Povere creature chi avrà cura dopo di me?
Chi li accoglierà nei lunghi giorni dell’afflizione.
Mi avvio verso il tramonto
in una desolante solitudine.
Leopold Persidi Roma.09-04-2005
Pietà
Se non ti perdi nella carità
e soavemente nell’amore,
se non hai pietà per le povere creature
chi avrà pietà di te,chi ti soccorrerà,
chi avrà un po’ di amore per te nella sventura?
Miseri figli,nulla gli è stato dato,
se non una vita miseranda piena d’inganni.
Destinati a morire soli senza conforto
in un desolante abbandono.
Strappati dal calore e dall’affetto delle mamme,
deportati,abbandonati senza pietà,
“da furtivi” di notte come ladri,a morire da me.
Incoscienti non sapevano,ignari, che nulla potevo,
poiché la morte aveva decretato la loro fine.
E’ soltanto un rinnovarsi degli affanni
e l’acuirsi del nuovo, non unico,dolore…
a poco a poco io mi spengo e sento di morir con loro.
Poveri piccoli vengono aditati
da brutali malattie falciati,come fossero
lembi della mia carne e portati via.
La mia anima è forte,ma il mio corpo
è lacero e stanco,messo alla prova
da colpi aspri,continui, repentini.
Il disagio è duro senza condizioni,
arranco e mi dibatto in mezzo a tanto dolore,
con struggente pietà mi abbandono allo sconforto
piango e grido,dio,dio,che non esisti,
tu che lasci senza sollievo e non porti misericordia
a questi miseri figli,affidi tutto lo strazio alla mia anima.
Tu venerato e adorato da “sciocchi”
tra i misteri insoluti,
mi lasci in un desolante avvilimento,io non ti credo!
Ho amore e pietà,per questi miei figli…
quando vanno a dissetarsi,sostano senza bere
per illudersi di placare l’arsura del male,
che corrode le loro viscere…
poi si adagiano e si lasciano morire.
Leopold Persidi Roma.20-08-2004
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