La storia di Max

Spedita da: Francesca

L'ENNESIMA STORIA DI ABBANDONO...

 

L’estate volgeva oramai al termine, e la spiaggia di Tirrenia si svuotava giorno dopo giorno. Qualche irriducibile si godeva gli ultimi tiepidi raggi di sole di quel sabato pomeriggio, e mamma ancora non tornava! Era ormai più di mezza giornata che l’aspettavo, e – a 20 giorni di età, si sa - la fame ed il freddo cominciavano a farsi sentire. Per quanto dovessi stare nascosto da tutti, non potevo fare a meno di richiamare istintivamente la mamma con una serie di dolci miagolii. Peccato che tanti, troppi udivano i miei miagolii; troppi fuorché la mia mamma.

Il buio sotto le cabine avanzava sempre più lentamente, ed una serie di voci e passi si ripetevano aldilà di quelle 4 tavole di legno. Incessantemente un gruppetto di persone continuava a mandare una serie di acuti bacetti, dei quali la mia attenzione davvero non poteva fare a meno. Mi piaceva rispondere con miagolii sempre più alti a quei bacetti, e le loro voci erano sempre più vicine!!!

Ma…….ecco…sull’orizzonte, col solo occhio che mi permetteva  ancora di distinguere vagamente luci e forme, si staglia una sagoma..poi un’altra…..poi………….riuscivo a malapena a scorgere 4 forme avvicinarsi a me.

Sempre più vicine e poi……tepore! Non era quello della mia mamma certo, ma non potetti fare a meno di ricambiare con un fiume di fusa. A questo mio “ronfare” quelle sagome rispondevano con una serie di incessanti carezze e suoni del tipo”povero piccolo……….che carino”. Pochi  minuti ancora e il mio altro occhio, che da un po’ avevo abbandonato, cominciò a rivedere la luce: era solo un po’ di sabbia per fortuna.

Da una mano all’altra, da un grembo all’altro……riuscì a riconoscere in 2 di queste sagome una nuova mamma. Sembrarono lunghe ore, ma, nel giro di un pugno di minuti, le mie zampette non tastavano più una fredda sabbia, ma una calda coperta; un simpatico pupazzo divenne il mio compagno d’avventure ed in men che non si dica……..MI TROVAI CON UNA CALDA POPPATA IN BOCCA! Certo……..non era la tenera tettina della mamma: una tettina un po’ più dura era pronta ad innaffiarmi il musino con del buon latte caldo; che faticaccia ricambiare con fusa e massaggi da pizzaiolo per ore ed ore! E che tortura staccarsi di tanto in tanto!

La codina a malapena ritta faceva da contrappeso per bilanciare i miei primi passi incerti (ehi ehi….ma cosa ci troveranno mai di così buffo quei due “mammi”?) e tutto sommato mi piaceva passeggiare per la casa. Chissà se i mammi avranno gradito che  non mi sia svegliato se non dopo di loro, al mattino successivo, e che la mia dose di pipì l’ho fatta su quel giardino di sabbia; a giudicare dalla poppata, direi proprio di sì!!

Ahimè…..un mammo sembrava essere combattuto nel tenermi con lui (allergia….brutta roba), ma non pensavano minimamente a portarmi al mare di nuovo (meno male…..sentivo i tuoni!). Passavano tanto tempo al telefono, chiedendo a dritta e

 manca se qualcuno volesse un tenero batuffolo rosso dagli occhioni azzurri. Dopo 4 giorni…….la mia casetta si spostò in auto, iniziando una piacevole passeggiata per Firenze, dove mi aspettavano nuovi mammi.

Oggi i nuovi mammi mi viziano ancora come fossi arrivato ieri, e mi fanno un sacco di regali. In cambio, mi viene chiesto di posare di tanto in tanto per qualche foto – sai com’è…. i vecchi mammi le pretendono regolarmente - che vita da gatti!

E sotto l’albero c’era anche un regalino recante la scritta “per Max”…………ma……..questa è un’altra storia, e la racconterò un’altra volta!

>> Qui a destra, una foto di Tirrenia, la località dove è stato trovato Max.