No alle pellicce
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Allora perchè in tutto il mondo di continua a parlare del massacro degli animali per il mercato delle pellicce? La risposta è in tre parole: LA VANITA' UMANA. Soltanto per soddisfare la vanità di quelle signore impellicciate che si possono vedere un po' ovunque, ogni anno si uccide un numero elevatissimo di animali da pelliccia.
Si tratta di uno dei più atroci massacri di animali di questo
secolo. Ogni anno, centinaia di milioni di animali in tutto il mondo
muoiono dopo terribili sofferenze sconosciute al più della gente. Poteva trattarsi infatti: - Di animali NON ADATTI alla produzione di pellicce (Come istrici, porcospini, animali domestici, uccelli...) chiamati dai "trapper" spazzatura. - Di animali che, cercando disperatamente di liberarsi, si sono prodotti dei danni tali alla pelliccia da non renderla più vendibile. Può capitare, inoltre, che, controllando una trappola, vi si trovi soltanto una zampa o una coda: in questo caso l'animale, piuttosto che morire nella trappola, ha preferito amputarsi un arto a morsi e fuggire. In questo caso, la possibilità di sopravvivenza dell'animale è praticamente inesistente.
Al giorno d'oggi invece, dopo le proteste degli animalisti contro le
trappole, la maggior parte delle pellicce proviene da allevamenti,
situati un po' in tutto il mondo.
Anche se questo non rientra nella loro natura, si è riscontrato questo comportamento anche fra le volpi, e probabilmente succederebbe anche alle persone, se costrette a dividere in condizioni così disagevoli una prigione. Si arriva addirittura a fenomeni di cannibalismo e automutilazione degli arti. E non c'è da stupirsene. Alcuni allevatori hanno trovato delle soluzioni che consentono di ammassare tantissimi animali senza che si provochino gravi danni alle loro pellicce. E' diffusissima la somministrazione di psicofarmaci, che, influendo sul sistema nervoso dell'animale, lo rendono più mansueto, meno usata la limatura fino alla gengiva dei denti ai cincillà. Le gabbie, di solito, hanno il fondo in rete metallica, per consentire alle feci degli animali di cadere al suolo attraverso le maglie, eliminando così costose operazioni di pulizia delle gabbie. Le zampe degli animali vengono ferite e lacerate dai fili metallici, ma questo non viene assolutamente tenuto in considerazione dato che non pregiudica la bellezza del manto. Sulle gabbie vi sono delle tettoie, che proteggono gli animali dal sole e dalla pioggia, che potrebbero rendere il pelo meno lucido. In genere le gabbie si trovano all'aperto, ben esposte al vento e al gelo, fattori che stimolano la crescita del pelo. Gli animali vengono nutriti con un pastone studiato in previsione del prodotto: la pelliccia. Nell'acqua, d'inverno, viene aggiunto dell'anticongelante, e, se ciò non accade, gli animali possono rimanere anche parecchio tempo senza ere. Il cibo viene distribuito sopra le gabbie per risparmiare tempo, e gli animali lo leccano attraverso le maglie della rete. Succede che, a causa del freddo, la lingua dell'animale si laceri a contatto con la rete. I pasti non vengono distribuiti prima dell'uccisione: sarebbe infatti inutile sprecare del cibo che, durante l'esecuzione, potrebbe macchiare il pelo degli animali. Agli animali viene tolto il diritto di vivere la propria vita, non possono instaurarsi rapporti sociali e non si possono seguire i propri istinti. E' assurdo pensare che, solo in Finlandia, vengono usati 60 milioni di kg di aringhe e 10 milioni di kg di patate ogni anno soltanto per nutrire i visoni, per ottenere un prodotto assolutamente inutile, mentre questo cibo potrebbe essere destinato ai popolo africani o asiatici che vivono in condizioni di estrema povertà. Per ottenere una pelliccia di visone occorrono 3 tonnellate di cibo, per una di volpe poco più di una. Le pellicce, molto spesso, non vengono soltanto da visioni, volpi, ermellini e altri animali da pelliccia, alcune persone senza scrupoli allevano cani e gatti o ne catturano di randagi, per poi destinarli a questo macabro commercio. E la cosa più terribile è che, nell'etichetta, si vuole far credere al potenziale cliente che si tratti di un altro tipo di pelliccia. Se si è incerti sul tipo di pelo usato in una pelliccia, bisogna ricorrere all'esame del DNA. La crudeltà più tremenda però, è quella delle pratiche di uccisione, che il più delle volte avviene a soli 7-8 mesi: in Cina, molto recentemente, sono stati scoperti degli allevamenti di visoni, cani, gatti, volpi, che, dopo aver stordito con dei bastoni gli animali o averli sbattuti a terra, levano loro la pelle quando sono ancora svenuti. Il più delle volte accade che l'animale riprenda conoscenza dopo che gli è stata tolta la pelle, e la sua terribile agonia può durare fino a dieci minuti. Scuoiare vivi degli animali, senza nessuna pietà soltanto per prelevare il loro pelo è decisamente il culmine della follia umana. Molto usate sono anche: la rottura delle ossa cervicali dell'animale ruotandona la testa, la morte per asfissia, per corrente elettrica, con un colpo alla nuca o al muso, iniezioni letali di sostanze velenose, uso di strumenti a funzionamento meccanico che penetrano nel cervello, (a volte chiodi) che fracassano la scatola cranica, avvelenamento ecc. I
visoni molto spesso vengono uccisi per soffocamento in camere a gas
o semplicemente infilando loro la testa in un barattolo, per le
volpi invece si preferisce ricorrere a due elettrodi metallici, uno
vicino alla coda e uno sul muso. L'animale viene ucciso da una
scossa elettrica di circa 200 volt, dopo terribili sofferenze. Tutto
ciò per rendere il pelo più bello e voluminoso! L'ermellino, ad
esempio, viene spesso catturato con una lastra di ferro ricoperta di
grasso che, quando viene leccata, la lingua rimane incollata alla
lastra stessa Per le pelli del leopardo si preferisce invece
immobilizzare l'animale in una strettissima gabbia ed introdurgli
quindi nell'ano una lunga sbarra di ferro arroventata, che viene poi
spinta con forza fino ai polmoni. Le pellicce di foca, richiedono le
pelli candide dei cuccioli ed è per questo che ogni anno ne vengono
uccisi 400.000. Le piccole foche vengono bastonate e scuoiate vive,
di fronte agli occhi delle madri che spesso cercano di proteggere la
prole facendo loro scudo con il proprio corpo. In Thailandia molti cani (Pastori tedeschi - Chow-chow) vengono uccisi e sgozzati anche per strada, senza che nessuno intervenga e lasciati morire per dissanguamento. Per i gatti la tecnica più usata è l'impiccagione con cappi metallici. Un'indagine recente ha scoperto il peggiore segreto delle industrie di pellicceria: l'uso di pelli di cani e gatti. Per confezionare una sola pelliccia occorrono dalle 10 alle 20 pelli di cane, più di 25 di gatto. L'uso più comune che se ne fa è la bordatura di cappotti e guanti. In Cina vi è anche, a peggiorare la situazione, l'abitudine di mangiare carne di cane. Gli animali vengono tenuti a temperature bassissime, in "magazzino", cioè in orrende gabbie buie e luride. Molti animali non provengono nemmeno da allevamenti. Esiste infatti l'abitudine di uccidere cani e gatti e di venderli, in alcuni paesi, in Cina, in appositi mercatini. Alcune persone hanno addirittura dei piccoli allevamenti in casa, e ai ragazzini viene insegnato, fin da piccoli, come uccidere e scuoiare cani e gatti randagi appositamente catturati. Pelli e pellicce vengono poi esportati in tutto il mondo: negli USA, in Europa. Alcuni inviati sono stati in Cina, e hanno visto scene orribili: enormi stanzoni pieni di cani morti appesi a ganci circondati da cani vivi, in attesa dell'uccisione per il mercato della carne e del pelo. I cani venivano rinchiusi in dei sacchi per diverse ore (vivi) e trasportati fino al macello, in un viaggio di diverse ore. N.B. Le etichette spesso ingannano: o non sono presenti del tutto o portano scritte ingannevoli, come Gea Wolf, Sobaki, Asian Jackal, Goupee, Gou - pee, Kou pi, Gubi , China wolf , Asian wolf, Pommern Wolf, Loup d'Asie, Asiatic racoon dog, Corsac Fox, Doguses du Cine (Per i cani) oppure Special Skin e Lamb Skin, Mountain Goat Skin, Sakhon Nakhon Lamb Skin. La pelle di gatto invece viene travestita con questi nominativi: Housecat, WildCat, Katzenfelle, Goyangi, Mountain cat.
Per dare un'idea della grandezza di questo fenomeno, ecco una
tabella che riporta il numero di pelli necessarie per confezionare
una pelliccia di una determinata specie di animale. Queste cifre
danno l'idea di quante vite vengano sacrificate soltanto per
soddisfare la vanità umana.
Di recente, per fortuna, in Italia è stata vietata l'importazione di queste pellicce. I trasgressori pagheranno multe salatissime, da 1.000 a 9.000 euro, a secondo dei casi. In caso un mercato simile venga scoperto, le pellicce in magazzino verranno sequestrate e l'attività interrotta sedutastante. Un provvedimento che può essere definito un atto di civiltà. Cosa si può fare, comunque, in caso di mercato clandestino? Per debellare fino in fondo quest'orrore occorre NON COMPRARE NE' REGALARE CAPI IN PELLE O PELLICCIA! Altro fenomeno molto importante è il massacro dei cuccioli di foca in Canada. Ecco degli articoli che ho trovato: La Lega
anti-vivisezione ha chiesto che l'Unione Europea e l'Italia
vietino ogni forma di commercio di prodotti derivati
dall'uccisione delle foche. A
bastonate immaginiamo. Lo ha
deciso il governo di Oslo. «Sono una minaccia per la pesca» Altro
episodio scandaloso, anche se meno conosciuto, è quello del
Karakul, ecco un altro articolo che ho trovato. La
pelliccia dell’agnello karakul, conosciuta anche come
breitschwanz, astrakan o persiano è una delle pelli maggiormente
richieste dall’industria della pellicceria. Questo particolare
tipo di pelliccia, tanto decantato come articolo di lusso, è
ricavato dallo sfruttamento di pecore della razza karakul. La
Humane Society of the United States ha recentemente condotto
un’accurata indagine sul commercio della pelliccia di agnello
Karakul. Altro terribile commercio è quello delle pelli in genere, ricavate da mucche e vitelli, per i quali il trattamento è analogo a quello riservato agli animali da pelliccia. Molti dicono che la pelle non inquina come il prodotto sintetico ed è uno scarto della macellazione degli animali per la carne. Sarà anche uno scarto, ma anche una scusa per macellare altri animali. Per esempio, serpenti, canguri, lucertole e struzzi vengono spesso scuoiati, eppure la loro carne non è destinata all'alimentazione. Incredibile
è come anche un mercato apparentemente innocuo, come quello
della lana, stia diventando una vera e propria crudeltà per gli
animali. La lana è un’industria che riduce l’animale al solo
valore monetario. La tosatura avviene in maniera frettolosa,
l'animale viene spesso trattenuto da apposite macchine e
immobilizzato, con percosse e ferite, in periodi freddi,
inadatti, per un migliore rendimento dell’allevatore. Centinaia
di migliaia di pecore muoiono ogni anno per il freddo dopo la
tosatura. Un problema delle pecore produttrici di lana, come le
merinos, è una mosca parassita che deposita le sue uova nel
ripiegamento della pelle vicino alla zona rettale. Se non
scoperti, questi parassiti portano alla morte degli animali. La
“cura” usata consiste nel taglio di tre o cinque pieghe della
pelle della zona più colpita con lame affilate e senza
anestesia. E’ una pratica dolorosissima, praticata nonostante
esistano metodi preventivi indolore (ovviamente più costosi).
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