Le poesie gattose 
 


Il giornale dei gatti - Gianni Rodari

I gatti hanno un giornale
con tutte le novità
e sull'ultima pagina
la "Piccola Pubblicità".

"Cercasi casa comoda
con poltrone fuori moda:
non si accettano bambini
perchè tirano la coda".

"Cerco vecchia signora
a scopo compagnia.
Precisare referenze
e conto in macelleria".

"Premiato cacciatore
cerca impiego in granaio."
"Vegetariano, scapolo,
cerca ricco lattaio".

I gatti senza casa
la domenica dopo pranzo
leggono questi avvisi
più belli di un romanzo:

per un' oretta o due
sognano ad occhi aperti,
poi vanno a prepararsi
per i loro concerti.


Gatto - Barbara Simoncini

Stai lì.
Estatico
Ti fissa Rapito Stupito.
Piccola e maestosa piramide
(chissà cosa pensi, mia creatura)
Poi, d'un tratto,
si alza sornione flessuoso
perduto in altri pensieri.
Mio grande amore
(chissà se lo sai)
Ti amo e ti interrogo
luce della solitudine del mio spirito.
Al mio gatto, a tutti i gatti


Ode al gatto - Di Pablo Neruda

Gli animali furono imperfetti, lunghi di coda, plumbei di testa. Piano piano
si misero in ordine, divennero paesaggio, acquistarono néi, grazia, volo. Il
gatto, soltanto il gatto apparve completo e orgoglioso: nacque completamente
rifinito, cammina solo e sa quello che vuole.

L'uomo vuol essere pesce e uccello, il serpente vorrebbe avere le ali, il
cane è un leone spaesato, l'ingegnere vuol essere poeta, la mosca studia per
rondine, il poeta cerca di imitare la mosca, ma il gatto vuole solo esser
gatto ed ogni gatto è gatto dai baffi alla coda, dal fiuto al topo vivo,
dalla notte fino ai suoi occhi d'oro.

Non c'è unità come la sua, non hanno la luna o il fiore una tale coesione: è
una sola cosa, come il sole o il topazio, e l'elastica linea del suo corpo,
salda e sottile, è come la linea della pruna di una nave. I suoi occhi
gialli hanno lasciato una sola fessura per gettarvi le monete della notte.

Oh piccolo imperatore senz'orbe, conquistatore senza patria, minima tigre da
salotto, nuziale sultano del cielo delle tegole erotiche, il vento
dell'amore all'aria aperta reclami quando passi e posi quattro piedi
delicati sul suolo, fiutando, diffidando di ogni cosa terrestre, perchè
tutto è immondo per l'immacolato piede del gatto.

Oh fiera indipendente della casa, arrogante vestigio della notte,
neghittoso, ginnastico ed estraneo, profondissimo gatto, poliziotto segreto
delle stanze, insegna di un irreperibile velluto, probabilmente non c'è
enigma nel tuo contegno, forse non sei mistero, tutti sanno di te ed
appartieni all'abitante meno misterioso, forse tutti si credono padroni,
proprietari, parenti di gatti, compagni, colleghi, discepoli o amici del
proprio gatto.

Io no. Io non sono d'accordo. Io non conosco il gatto. So tutto, la vita e
il suo arcipelago, il mare e la città incalcolabile, la botanica, il gineceo
coi suoi peccati, il per e il meno della matematica, gl'imbuti vulcanici del
mondo, il guscio irreale del coccodrillo, la bontà ignorata del pompiere,
l'atavismo azzurro del sacerdote, ma non riesco a decifrare un gatto. Sul
suo distacco la ragione slitta, numeri d'oro stanno nei suoi occhi.

[...]

L'uomo vorrebbe essere pesce e uccello,
Il serpente vorrebbe avere le ali,
Il cane è un leone disorientato,
L'ingegnere vorrebbe esser poeta,
La mosca studia per farsi rondine,
Il poeta cerca d'imitar la mosca,
E invece il gatto
Vuol essere soltanto gatto
E ogni gatto è gatto
Dai baffi alla coda,
Dal presentimento al topo vivo…
I suoi occhi gialli
Hanno lasciato una scanalatura
Per gettarvi le monete della notte.


Il nome del gatto - Di T.S. Elliot

' un'impresa difficile, ve lo posso giurare,
Mettere un nome ai gatti…
A prima vista potreste anche pensare
Che sia più matto di un mulo, o che abbia un giudizio
Tutt'altro che sereno,
Se vi dico che un gatto deve avere almeno
TRE NOMI DIFFERENTI. Innanzitutto,
Un nome di famiglia, quello che tutti i giorni può venire usato
Un nome come Pietro o come Augusto, Alonzo o Diodato,
Come Vittorio o Gionata, come Guglielmo o Giuseppe Pascutto,
Tutti nomi sensati, utili in ogni circostanza ai gatti.
Ma se pensate che abbiano un suono più ameno
Nomi più fantasiosi vi posso consigliare,
Alcuni per signori, altri per belle dame su misura fatti:
Nomi come Platone e Admeto, Elettra o Filodemo,
E anche questi sensati, utili in ogni circostanza ai gatti.
Ma ve lo dico io, tutti i gatti han bisogno di un nome
Che sia particolare e peculiare, molto più dignitoso,
Che permetta ad ognuno di tenere la coda perpendicolare
E di mettere in mostra i lunghi baffi, e sentirsi orgoglioso.
Nomi di questa specie posso inventarne mille,
Nomi come Scapicchio, Burbax e Sfrondapille.
Come Bombalurina, Tisquàss e Ciprincolta,
Nomi che vanno bene soltanto ad un gatto per volta.
Tuttavia, in mezzo a tanti, ancora un nome manca,
Nome che non potrete certo indovinare:
Nome che la ricerca umana non potrà mai scovare
E che il GATTO CONOSCE, anche se mai lo vorrà confidare.
Quando vedete un gatto immerso in fonda meditazione,
Sempre la stessa, vi giuro, è la ragione:
La sua mente è perduta in rapimento ed in contemplazione
Del pensiero, del pensiero, del pensiero del suo nome:
Del suo ineffabile effabile
Effineffabile
Profondo inscrutabile ed unico Nome.


Il gatto - Di Charles Baudelaire

Nel mio cervello passa e ripassa,
come se fosse nella sua casa,
un gran bel gatto forte e leggiadro.
Quando miagola lo sento appena,
è così tenero, così discreto;
ma che la voce si calmi o aggrondi,
ha sempre toni ricchi e profondi:
è la’ il suo fascino, il suo segreto

[...]

Vieni bel gatto, vieni sul mio cuore amoroso;
Trattieni i tuoi artigli
Ch'io mi sprofondi dentro i tuoi begli occhi d'agata e metallo.
Quando a bell'agio le mie dita a lungo
Ti carezzan la testa e il dorso elastico,
E gode la mia mano ebbra al toccare il tuo corpo elettrico,
Vedo in spirito la mia donna:
Profondo e freddo come il tuo, il suo sguardo, bestia amabile,
Penetra tagliente come fosse una freccia,
E dai piedi alla testa
Una sottile aria, rischioso effluvio,
Tutt'intorno gira al suo corpo bruno.


A un gatto - Di Jorge Luis Borges

Non sono più silenziosi gli specchi
nè più furtiva l'alba avventuriera ;
sei, sotto la luna, quella pantera
che a noi ci è dato percepire da lontano.
Per opera indecifrabile di un decreto
divino ti cerchiamo invano;
più remoto del Gange e del Ponente
tua è la solitudine, tuo il segreto.
La tua schiena accondiscende la carezza
lenta della mia mano. Hai accolto,
da quella eternità che è già oblio,
l'amore di una mano timorosa.
Sei in un altro tempo. Sei il padrone
di un abito chiuso come un sogno.


Il gatto - Di Amato Novelli

E' un felino indolente....
Con gli zampini soffici
e gli unghioni affilati
pronti in un lampo
ad essere sguainati
è un guardingo
amabile sornione
casalingo.


Come dorme un gatto - Di Pablo Neruda

Come dorme bene un gatto
Dorme con zampe e di peso,
Dorme con unghie crudeli,
Dorme con sangue sanguinario,
Dorme con tutti gli anelli
Che come circoli incendiati
Costruirono la geologia
D'una coda color di sabbia.
Vorrei dormire come un gatto
Con tutti i peli del tempo,
Con la lingua di pietra focaia,
Con il sesso secco del fuoco
E, non parlando con nessuno,
Stendermi sopra tutto il mondo,
Sopra le tegole e la terra,
Intensamente consacrato
A cacciare i topi in sogno.
Ho veduto come vibrava
Il gatto nel sonno: correva
La notte in lui come acqua oscura,
E a volte pareva cadere
O magari precipitare
Nei desolati ghiacciai,
Forse crebbe tanto nel sonno
Come un antenato di tigre
E avrebbe saltato nel buio
Tetti, nuvole e vulcani.
Dormi, dormi, gatto notturno
Con i tuoi riti di vescovo,
E i tuoi baffi di pietra:
Ordina tutti i nostri sogni,
Guida le tenebre nostre
Addormentate prodezze
Con il tuo cuore sanguinario
E il lungo collo della tua coda.


Carità cristiana - Di Trilussa

Er Chirichetto d'una sacrestia
sfasciò l'ombrello su la groppa
a un gatto pe' castigallo d'una porcheria.
-- Che fai? - je strillò er Prete ner vedello
-- Ce vò un coraccio nero come er tuo
pe' menaje in quer modo... Poverello!... -- Che? --
fece er Chirichetto -- er gatto è suo? --
Er Prete disse: -- No... ma è mio l'ombrello


Tu che sei un gatto... - Di Antonio lo gatto

Tu,
esci fuori da casa tua
quella che noi umani chiamiamo lettiera
salti sul tavolo
e mi rovesci la teiera

Tu,
Nel buco della porta la testa ficchi
guardi attentamente cosa succede
senti le mia urla
tra te e te senza dirlo dici che tanto sei un gatto
dunque me ne sbatto

Tu,
Il divano di casa sempre graffi
e quando nelle giornate di sole corri dietro al cane
che ti abbaia
se continui a fare queste cose
sarò costretto a comprare una mannaia

Tu,
giri per casa
non ti fai mai trovare
dici di essere si un gatto
ragioni come un uomo
tu mi farai diventare matto


Tu
mi coccoli quando ti coccolo
come farò senza la tua presenza in questa porta chiusa
come quando ad un dio
manca una musa

Tu
che giri per la cucina
e io mi sento un pò male
toccandomi il petto
e tu che butti la pasta a terra perchè manca del sale


Tu
che sei sempre allegro
anche se mi manca un rene
io non ci sarò ma per quel che mi resta
io ti vorrò bene.


Tu
che ora non ci sono più ti manca qualcosa
giri da solo senza una felina legione
e a darti da mangiare nessuno osa
se non si tratta del tuo padrone


Il gatto - Di Apollinaire

Io mi auguro di avere in casa mia:
una donna provvista di prudenza,
un gatto a passeggio fra i libri,
e in tutte le stagioni amici
di cui non posso far senza.


Atossa - Di Matthew Arnold

Crudele,ma composto e blando il viso,
tacito,imperscrutabile e affettato,
così Tiberio sarebe stato assiso
se Tiberio un gatto fosse stato.


Il gatto e la luna - Di W.B. Yeats

Il gatto andava qua e là e la luna
girava in tondo come una trottola
e il più prossimo parente della luna,
il gatto striscante,guardò su.
Il nero Minnaloushe fissava la luna,
chè,nel suo gemere e vagare,
la pura luce fredda su nel cielo
agitava il suo sangue d'animale.
Minnaloushe corre nell'erba
levando le zampe delicate.
Danzi,Minnaloushe,danzi?
Quandodue parenti stretti s'incontrano,
cosa c'è di meglio che ballare?
Forse la luna può imparare,
stanca di quelle maniere regali,
un nuovo giro di danza.
Minnaloushe strisca nell'erba
da un luogo all'altro al chiaro di luna,
il sacro astro lassù
è entrato in una nuova fase.
La sa Minnaloushe che le sue pupille
andranno di mutamento in mutamento,
passando dal plenilunio alla falce,
dalla falce al plenilunio?
Minnaloushe strisca nell'erba
solo,compreso e guardingo,
e alza alla mutevole luna
i suoi occhi mutevoli.


Incontro ravvicinato - Di Corrado C.

Ho incrociato stanotte, rientrando
i piccoli fari furtivi
degli occhi di un gatto


Gatto - Di Cecil Day Levis

Micino impetuoso o contegnosa madre di cinquanta,
persiano,chinchilla,siamese
o attacabrighe da strada...avete tutti una tigre nel sangue
e gli occhi opachi come i misteri sacri.
 
L'istinto del cacciatore ti induce a balzare,a giocare,
solenne e selvaggio come una danza nel tempio.
Prendi dall'uomo quanto ti è dovuto,la ciotola accanto a l fuoco,
e gli rendi il suo,fusa tolleranti.
 
Come i poeti ti avvolgi nella tua solitudine
e colgi il tuo significato all'improvviso:
con andatura tronfia o pazza tarantella
insegui i tuoi affari segretissimi.
 
Simpkin,la nostra bella gatta,assume il mio grembo
come una principessa il suo diritto al trono.
S'aggira in tondo felpata,e lì s'addormenta.
Ciascuno è calore familiare per l'altro,ciascuno non meno solo.

In una notte di neve... - Di Elizabeth J.Coatsworth

Gatto,se esci,devi camminare nella neve,
ritornerai con scarpette bianche ai piedi,
pantofoline candide di neve con calcagni di nevischio.
Resta accanto al fuoco,Gatto mio.Buono,non andare.
Guarda le fiamme che danzano e fischiano piano,
ti porterò un piattino di latte come una margherita,
così bianco e così liscio,così tondo e così dolce.
Resta con me,Gatto.Fuori soffiano i venti impetuosi.
 
Fuori soffiano i venti impetuosi,Signora,e buia è la notte.
Strane voci gridano tra gli alberi,intonando leggende strane,
e non solo i gatti si aggirano,alla luce verde dei nostri occhi,
con piedi silenziosi dove le erbe dei campi pendono brinate...
Signora,furi ci sono portentidi magia e di potere,
e cosa che devono ancora essere fatte.Apri la porta.
 

Ha riempito il mio cuore d'amore - Di Stevie Smith

Quando prendo in mano un animale morbido e fragile,e
sento la pelliccia che bette di paura e le tenere piume,non
posso sentirmi infelice.

Nella sua pelliccia l'animale correva,nella sua pelliccia
l'animale lottava.E riempiva il mio cuore il mio cuore,
riempiva il mio cuore d'amore.


A un gatto che invecchia - Di Alexander Gray

Occhieggia dal tappeto del camino
e sbadiglia con grande compiacenza,
accettando felice tutti gli agi
che ha ricevuto dalla Provvidenza.
 
Forti,più forti s'alzan le fusa,
in un unico inno assai gioioso
per tutte le avventure della notte,
per le quiete giornate di riposo.
 
La vita sua continuerà per sempre
con quel che un agtto può desiderare:
il calduccio e l'allegra processione
di pesce,e latte,e pesce da mangiare.
 
Soltanto,adesso ha come l'impressione,
e quel pensiero un po' lo mette in croce,
che il tempo sembra aver selezionato
una razza di topi più veloce.

Un miao riscalda il cuore - Di Saki

Sembra l'incarnazione di ogni cosa soffice, setosa, priva, nella sua composizione, di qualunque asperità; un sognatore
la
cui filosofia è "Dormi e lascia dormire..."


Poesia - Anonima

Ma le stelle disegnate in cielo
non saranno forse le impronte
di zampette di tanti gatti e gattini
che si rincorrono felici?"


Randagio - Anonimo

...figlio di un cartone abbandonato di fronte ad una porta sconosciuta,
figlio di un sacchetto scagliato in un corso d'acqua,
figlio della strada,
figlio di una colonia,
figlio di un cortile di paese

 ...i miei colori ed il mio aspetto urlano forte la mia origine:
l'ignoranza di chi mi ha abbandonato...
la faciloneria di chi non ha sterilizzato La mia mamma...
ma i miei occhi sono fieri e dolci...
ma i miei occhi sono alteri ed affettuosi...

 Mi prendo questo spazio in mezzo a voi...
mi prendo una possibilità di riscatto,
mi prendo la speranza di un futuro...
in questo modo chi si occupa di me può farlo con dignità ed orgoglio,
in questo modo chi si occupa di me può farlo con passione ed allegria,
le sue mani sono amorevoli,
le sue mani sono abili ed esperte,
le sue mani chiedono un soldino ma solo per nutrirmi e curarmi,
le sue mani chiedono l'aiuto di tutti ma non conoscono nessun guadagno.

 Vi ringrazio... e CON TUTTO IL CUORE... ma non per la vostra pietà...
vi ringrazio perchè qui posso chiedere anch'io:
una ciotola a cui affezionarmi,
una mano da cercare,
il battito di un cuore su cui addormentarmi.


Abbandono - Di Lorenza

Due occhi spauriti
ti cercano lungo un nastro d'asfalto.
Le auto sfrecciano indifferenti.
Ha i minuti contati: presto giungerà la sua fine.
Fido e Micia pagheranno, in questo modo, il loro amore per te, uomo.


A Solicino - Di Rolando d'Alonzo

Anche a te le Parche
assettano fili rudi
qualche ragno da merletto.
Emiro al sole avvolto
scatti sulla paglia al guizzo
trasversale di un pensiero o ali
nell’iride socchiusa si apre
con l’argento il gioco
giungla bassa di cartoni.
Mai scorgesti il mare
ma sboccia a volte
sul tuo vestigio il canto
della risacca a ser
lo strazio circolare
dei gabbiani un gusto crudo
che da lontano chiama
l’aguglia sfiancata dalla lenza.
Non vedesti il rovo
che sprizza nella guazza
dei fossati l’agguato
primitivo. Nessuna mai
domestica compagna
nessun rivale scese
nell’attesa che la gassa
stringe. Dormi e vegli
già chiude il giorno
un sipario di vetri rossi
sulla collina, onora
l’ombra dei conventi.
Poi dallo stipite balzando
chiudevi a volte la partita
al riso della bambina
un poco si arrestava cominciando
nelle sere quel rimpiattino
a perdifiato tra clangori e cigni.
Anche tu passerai il fiume
con Anubi sul tamarindo:
un seggio azzurro e bionda
messe già intrecciano
i maestri per la sosta
al gradino estremo del palazzo.
Principe del silenzio
signore della casa,
nelle stagioni di porta
in porta hai vegliato
la nostra vita, le ombre
lievi che han giocato a sera
tra luci, amici, bei pensieri
Tu, con occhio buono, da ogni canto
Per tutti seguivi quei misteri.


Il gatto andato al suo destino - Di Benito Sablone

Continui a chiamarlo con la mente
il gatto andato al suo destino
Stanco della casa
ora tende negli orti
agguati alle lucertole
ha sentito imperioso
il raggio della primavera
E l’ha inseguito
Meglio di noi due
ha fatto la sua scelta


Il gatti nutrono il silenzio - Di Benito Sablone

Nella stanza bianca
con libri allineati
il volto scolpito che ritrae
un trascorso sorriso
scrivo sopra un foglio azzurro
I gatti per sentirmi vivo
nutrono il silenzio di piccoli rumori
ognuno a tu per tu
col proprio inferno


 Il gatto è la duna nel deserto - Di Benito Sablone

Bianca la luna a febbraio
la terrazza è smisurata
Il gatto è la duna del deserto
che assedia la città
Indistinta – più in là
abita un’altra razza


Città vecchia (Trieste) - Di Olga Samarina

Sui muri ed in mezzo ai rovi
nella loro infinita attesa,
i "gati" come anime dei defunti,
Vagano tra le ombre,
Fissano con occhi speranzosi
Le finestre murate
E le porte sbarrate
Nelle viuzze da dove la vita
se n'è andata.


La gattina del tabacchino - Di Olga Samarina

In questo mondo crudele e violento
al tuo piccolo non restava altro da fare
che morire.

Forse tu lo sapevi?
I tuoi occhi smarriti non mi rispondono.
Piccola e dolce madre, l'avevi seguito.


Romeo - Di Olga Samarina

Sei un ricordo,
una nuvola bianca
che sale nel cielo
leggere, leggera,
leggera...
come lo era il tuo respiro,
Cerco il tuo sguardo...
invano.
Su quali prati cammini ora
sognando le mani
della tua dolce amica?
In un mondo lontano, lontano
Lontano.


Il paradiso delle gattare - Di Olga Samarina

Se esiste il paradiso delle gattare,
quando ci arriverò, stanca del cammino terrestre,
lì troverò una piazzetta o un muretto
dove mettere le mie ciotole.
E allora il nero Omar mi correrà davanti
facendomi cadere
E il patriarca si avvicinerà lentamente, guardingo
e si metterà dietro un cespuglio...
Da un vialetto laggiù verrà la Sissi
traballando sulle zampette sottili
Dal nulla, come sempre, sorgerà Bavaglina,
e poi sbucherà Federico, un miagolio infantile,
e la Giorgia mi si piazzerà davanti,
in attesa dei croccantini.
Quanta gioia nel rivedervi, bambini
Vorrei che il paradiso delle gattare fosse questo,
un luogo di Eterno Ritorno,
degli amici perduti.


Lizun - Di Olga Samarina

Saltavi su quel davanzale
fiero delle tue prodezze notturne,
una fiammata rossa,
una nuvola di dolcezza,
chissà se non lo stai facendo adesso
in quel mondo che per te
è sempre stato reale
e che scorre attraverso il nostro.
Ah! Si muove la tenda...
Tenero amico mio
per i miei occhi umani
è soltanto un soffio di vento...


Ignoranza - Di Olga Samarina

Incolore è il suo mondo
nulla è la sua impronta
grigia è la sua bandiera
ed è spenta e sudicia.
La sua minuscola anima
che si riaccende e si gonfia
destando colui che è Diverso
e odia i gatti.


Bastet  - Di Olga Samarina

I cinquemila anni sono nulla
i tuoi templi esistono ancora
non sono inghiottiti dalla sabbia...
Abissi senza tempo,
gli occhi dei tuoi figli li rispecchiano
Da sempre.
Ed è lì che loro vanno a morire,
e a rinascere.

Amica, maga, madre.


Fratelli - Di Olga Samarina

Con il mio morbido pelo
Accarezzai una pietra,
E la pietra mi sorrise, muta:
“Sei un fratello”.

Con i miei occhi lunari
Penetrai nell’animo di un fiore,
E il fiore mi disse, fragile:
“ Ciao, fratello”.

Spiccai un balzo nel cielo,
Toccai una farfalla al volo,
E la farfalla gridò, spaventata:
“Ehi, scherzi, fratello”!

Parlai all’erba, al vento,
Al sole e alle stelle, brillanti,
E sentii risuonare nell’universo:
“Salve, fratello”…

Con il mio passo felpato
Mi avvicinai a un uomo di strada:
“Saluti, Fratello!”
E lessi nella sua mente un pensiero seccato:
“Via di qua, animale”!

Sono un gatto,
Fratello del sole e delle stelle,
Fatto d’erba, di farfalla e di pietra.
Sono soltanto un animale
Per un uomo di strada,
Piccolo e arrogante, che ha paura
Di vivere e soprattutto di morire,
Per cui teme il vento, il sole e le stelle,
E prega il suo Dio,
Credendosi tuttavia superiore
Dell’erba, della farfalla e della pietra.

Non sa quanti fratelli potrebbe avere
 


Il gatto
 
 
Il gatto è un animale che ha due zampe davanti,
due zampe dietro,
due zampe sul lato sinistro e
due zampe sul lato destro.
Le zampe davanti gli servono per correre
le zampe dietro gli servono per frenare.
Il gatto ha una coda che segue il corpo. Essa finisce
improvvisamente.
Egli ha dei peli sotto il naso,
rigidi come fili di ferro. E’ per questo che egli è
dell’ordine dei “Filini”.
Ogni tanto il gatto desidera avere dei piccoli.
Allora li fa: è in quel momento che diventa una gatta.
 

Scritta da un bambino di 9 anni, pubblicata da "Le Figaro" il 6 maggio 1952, da "Amica" e  dalla guida “Cani e gatti de Il secolo XIX",