Il Sacro di Birmania (O Birmano)

 

Origine:

Il Sacro di Birmania o Birmano è forse il gatto che, più di tutti, esercita fascino sugli uomini. Secondo la leggenda, questo gatto nacque prima del dio Buddha, in un tempio frequentato dai monaci birmani, che meditavano circondati da centinaia di gatti. Credevano che dopo la loro morte sarebbero rinati sotto forma di gatto. A causa di guerre e conflitti gatti e monaci dovettero sloggiare, e andarono in un altro tempio, dove viveva un sacerdote famoso.  Aveva un gatto preferito, Sinh, che era venerato da tutti. Un giorno, il sacerdote anziano fu assassinato dai nemici e, davanti a tutti gli altri monaci, il gatto saltò sul suo corpo e fissò intensamente una delle divinità negli occhi del sacerdote. Il mantello del gatto divenne dorato e soltanto la punta delle zampe mantenne il suo colore. Una settimana dopo il gatto Sinha morì, e gli altri gatti del tempio avevano subito la stessa trasformazione ed erano diventati dorati.  Un'altra leggenda narra che il blu zaffiro dei suoi occhi fosse dovuto a un'altra dea, venerata appunto in Birmania, e infine un'altra che maledice chi appresta la morte di questi gatti. Noto fino a mezzo secolo fa come Birmano, nel 1950 fu ribattezzato Sacro di Birmania. Sulle sue vere origini rimangono comunque molti interrogativi. Molti sostengono che provenga dall'Asia, nella zona Sud-Est, altri pensano che sia nato da incroci azzeccati fra Siamesi e gatti a pelo lungo neri e bianchi. Comunque il Sacro di Birmania comparve un secolo fa, e si dice che sia stato introdotto in Europa dai Francesi, che avevano preso con loro dei gatti durante un viaggio in Oriente. Altre fonti dicono che furono gli Americani a importare questi gatti. Altre ancora smentiscono che si tratti di un gatto nato in Birmania, e che sia nato in Francia incrociando Siamesi e gatti bianchi e neri. Il Sacro di Birmania ebbe molto successo, e la razza fu riconosciuta nel 1925. La guerra influì molto su questa razza, mettendola persino in pericolo di estinzione. 

La razza:

Da sempre il Sacro di Birmania è una delle razze più note e apprezzate. Le femmine sono molto prolifiche rispetto ad altre razze a pelo lungo: la media è di tre o quattro cuccioli. La pelliccia ha una tessitura setosa, corta sul muso e più lunga sul corpo. Il pelo è leggermente arricciato sull apancia. La testa è rotonda e larga, non deve somigliare nè a quella di un Persiano nè tantomeno a quella di un Siamese. Il naso è dritto, le guance larghe. La coda è robusta, forte, un pennacchio. Il Birmano è di corporatura più snella, ma non troppo, rispetto ad altre razze a pelo lungo. E' un gatto di tipo cobby. Gli occhi sono a mandorla, sempre di un blu o di un azzurro molto intenso. Esistono colori diversi nei Birmani: accomunate dalla punta delle zampe, sempre bianche. Le punte devono somigliare a V capovolte. I piedi devono essere arrotondati. Il naso deve terminare in una depressione. Come colore ha le stesse caratteristiche di Siamesi e Persiani. La pelliccia del Birmano non necessita di molte cure ma va spazzolata regolarmente, con un pettine preferibilmente di metallo, a denti molto larghi. E' raro che si annodi, essendo priva di sottopelo. I gattini, alla nascita, non hanno un colore ben definito, e questo mette spesso in difficoltà gli allevatori. E' un gatto adatto alla vita d'appartamento ma anche a quella all'aperto. Non soffre il freddo, si nutre di carne, pesce e legumi freschi. I Sacri di Birmania sono noti per la loro maestosità, la loro classe e una bellezza unica nell'universo felino.

Carattere e Psicologia:

Ha moltissime qualità. Intelligentissimo, meno nervoso del Siamese, affettuosissimo con i compagni umani. Si dirige spontaneamente verso una persona che gli piace. Non bisogna trattarlo bruscamente nè costringerlo a fare qualcosa che nn vuole, e il gioco non deve durare troppo. E' un gatto quieto: è raro che esprima disappunto graffiando o ringhiando. Si esprime con miagolii dolcissimi. Ha molta sintonia con altri gatti.