I sensi del
gatto
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L'UDITO E LE ORECCHIE : L'udito, ossia la
capacità di sentire, è nel gatto molto sviluppato, più di quello del cane. I
gatti possono sentire anche le frequenze ultrasoniche, ossia suoni con una
frequenza più elevata, che sfuggono al nostro orecchio. Le orecchie del gatto
sono di forma triangolare, e, cosa molto importante, mobili, ossia possono
spostarsi dalla posizione originaria (i movimenti delle orecchie nei gatti ne
indicano anche l'umore), e individuare così più facilmente da dove ha avuto
origine il suono. Il gatto è capace, infatti, di localizzare l'origine di un
suono con un errore massimo di 7-8 centimetri alla distanza di un metro, ed è
proprio grazie al suo udito finissimo che può udire anche a diversi metri di
distanza il fruscio provocato dai passi di un topolino, e quindi essere un
ottimo cacciatore. I gatti, tuttavia, tendono a diventare sordi da vecchi (al
contrario dei cani, negli occhi dei quali appaiono cataratte che portano ad un
abbassamento della vista, se non addirittura alla cecità), ma compensano questa
diminuzione dell'udito diventando sensibilissimi alle vibrazioni e raffinando
l'olfatto. Non va trascurato il fatto che il gatto possieda anche uno straordinario senso dell'equilibrio, ma ne parleremo meglio in altri capitoli. L'OLFATTO E IL NASO: L'olfatto, cioè la capacità di sentire gli odori, è decisamente più sviluppato nel gatto che nell'uomo, anche se inferiore a quello del cane. Ha un'importanza fondamentale soprattutto nel riconoscimento fra gli individui: ogni gatto ha un odore diverso. Grazie ad un'annusata, un gatto già capisce se quello che ha davanti è un maschio o una femmina, o persino capire se il gatto è sterilizzato o no. Non essendo molto sensibile ai sapori, un gatto, prima di mangiare un cibo, preferirà annusarlo con circospezione, e poi, se l'odore è di suo gradimento, mangiarlo. Ogni parte del cibo ha un odore diverso, e i gatti sono attentissimi nella scelta, mostrando di avere addirittura una loro scala di gradimento. L'odore di alcune piante può essere molto sgradevole per loro, mentre quello di altre può suscitare in loro un notevole interesse. E' il caso della cosiddetta Nepeta Cataria, detta erba gattaia, che cresce nelle zone temperate dell'Europa e dell'America Settentrionale, e che può essere facilmente coltivata in un vaso o in una fioriera. Il profumo particolare di questa pianta viene anche usato nei giochini per gatti, per suscitare maggiore interesse.
Non tutti i gatti però
amano l'erba gattaia, i gatti che gradiscono il suo odore, invece, quando
l'annusano, cadono in una vera e propria trance, e talvolta rimarrebbero ore lì
a sentire il suo odore, quasi come se fosse una droga. Una cosa simile è stata
osservata nei felini selvaggi (leoni, puma ecc.) Alcune malattie virali possono
causare nel gatto al temporanea scomparsa dell'olfatto (quasi come noi e il
raffreddore). Si avrà una perdita dell'appetito, e mangerà solo cibi con un
odore particolarmente intenso, di suo gradimento (fegato, alcuni tipi di pesce).
LA VISTA E GLI OCCHI: Però, il senso più straordinario del gatto, è senz'altro quello della vista. Ogni suo occhio può coprire un campo visivo di oltre 200°! Probabilmente il gatto non riesce a mettere bene a fuoco gli oggetti vicini, più o meno come accade a noi umani dopo una certa età. Ma al contrario la sua vista da lontano è acutissima, e oltre il metro e mezzo/due metri di distanza, niente sfugge alla sua vista acutissima. Di giorno, alla luce solare, la sua vista è praticamente perfetta. E' tuttavia da sfatare, almeno in parte, il mito che il gatto veda "al buio". Ciò non è vero nel buio più totale, ma se è presente anche una minima quantità di luce (un lampione, i fari di una macchina, la luna), il gatto riuscirà a distinguere gli oggetti con chiarezza. Poiché la sua iride ha la proprietà di dilatare moltissimo la pupilla, la luce tenue verrà "amplificata" dall'occhio del gatto circa 40-45 volte. Tutto ciò è dovuto a un particolare rivestimento di cellule interno, presente in tutti i carnivori, detto "tapetum lucidum" (letteralmente tappeto lucido), che agisce come uno specchio e riflette la luce sulla retina. E' proprio questo strato di cellule che fa assumere agli occhi dei gatti un aspetto iridescente di vari colori che varia a seconda dell'angolo di incidenza della luce. Al contrario, il gatto non gradisce molto la luce diretta, e la pupilla reagirà stringendosi moltissimo, fino a ridursi ad una sottilissima fessura. (Per capire meglio guarda la foto qui sotto. Nella prima Bella è stata fotografata nel buio totale, nella seconda invece era esposta ai raggi solari).
Gli occhi dei gatti
possono essere di molti colori diversi: blu, azzurri, nocciola, oro, gialli,
verdi, grigi, marroni...e non è raro incontrare gatti con occhi di colore
diverso. Come è già stato detto, gatti bianchi con gli occhi azzurri hanno
purtroppo buone possibilità di nascere sordi. I gattini appena nati sono
praticamente ciechi: solo dopo qualche giorno cominceranno a distinguere qualche
oggetto, la perfezione della vista si raggiunge intorno ai tre mesi d'età. La
natura ha dotato il gatto di una vista così perfetta soprattutto per la caccia,
poiché il gatto, ricordiamolo, è pur sempre un predatore. Essa ha per il micio
un'importanza fondamentale: gatti randagi che rimangono ciechi anche solo di un
occhio durante uno scontro non hanno vita lunga, e diventano molto vulnerabili
alle aggressioni.
IL GUSTO E LA LINGUA: Il gusto è sviluppato quanto l'olfatto. Il gatto preferisce i sapori salati e aspri, piuttosto che quelli dolci e amari. I gatti anzi, non possiedono proprio recettori nervosi sensibili agli zuccheri. Questa assenza è dovuta sia alla natura carnivora del gatto ma anche perché un'eventuale assunzione di zuccheri potrebbe provocare dei disturbi digestivi. Ma queste preferenze non valgono per tutti i gatti. Esistono infatti mici che divorano senza problemi anche pan di spagna e biscotti. Il gusto comincia a svilupparsi fin dal primo giorno di vita: già ad un giorno di vita un micino è in grado di distinguere un liquido salato da uno scipito. Ma col passare degli anni, questo senso perderà sempre di più la sua acutezza. I gatti, tuttavia, hanno dei gusti davvero difficili, e sono molto capricciosi. Si stancano di mangiare sempre lo stesso cibo, e a volte ne cercano altri, pur avendo il loro ben pronto nella ciotola, andando incontro a pericolose avventure. Un esempio è il tipico gatto che salta sul tavolo per annusare i cibi, o che ruba cibo o esce a caccia, per cercare nuovi sapori. Ciò va ad aggiungersi al loro bisogno naturale di giocare. Quando il gatto è malato, non accetta volentieri le medicine, perché preferisce spesso "curarsi da solo". Infatti, i gatti, per purgarsi, spesso escono di casa e vanno alla ricerca di erbe curative, che mordicchieranno in piccole quantità. La lingua del gatto è molto rugosa, in quanto è rivestita di papille cornee retroverse. Ciò perchè la lingua è fondamentale nelle operazione di pulizia, e consente di mantenere il pelo pulito e brillante. Servono anche a staccare la carne dagli animali che divorano. Le papille gustative invece si trovano sulla punta dela lingua, lungo i lati e alla base. A seconda della loro funzione, hanno forme diverse: filiformi (con funzione abrasiva), fungiformi (le vere e proprie papille gustative) e circumvallate (a funzione sensitiva).
IL TATTO, LE ZAMPE E LE VIBRISSE: Gli organi di tatto del
gatto più sensibili sono senz'altro le vibrisse, cioè quelli che siamo
abituati a chiamare baffi. Sono infisse nella pelle, ai lati del naso, e anche
sulla fronte, e percepiscono ogni più piccolo tocco o pressione. Nel buio della
notte, il gatto si serve delle vibrisse come "radar" per poter
individuare la presenza di oggetti vicini e la loro natura. Fungono anche da
"protettrici" della vista, in quanto le vibrisse toccano gli oggetti
prima degli occhi, e, in caso di pericolo, il gatto li chiuderà subito. Sono
sensibilissime anche alle correnti e agli spostamenti d'aria. Le vibrisse hanno
dunque un'importanza fondamentale per il gatto, e tagliarle renderebbe il gatto
più impacciato nei movimenti.
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