Superstizioni
sui gatti
- Un po' di storia (Gatti in Europa) In Europa, dall'anno 1000 fino
al 1700, milioni e milioni di gatti (in particolare, come già detto, quelli
neri) vennero massacrati perchè ritenute creature demoniache. I gatti, infatti,
furono per secoli oggetto di culto da parte dei pagani e, per questo, la Chiesa
cristiana pensò, per contrapporsi, di considerarli invece nemici della fede,
l'incarnazione del diavolo. In quel periodo nacquero numerose leggende e storie
che oggi riterremmo assurde sui gatti, dove però erano sempre visti come mostri
malefici e satanici. Persino San Domenico identificò il demonio in un micio
nero. Una leggenda molto strana narra che il diavolo costruì un ponte e chiese
per sé la prima creatura che lo avesse attraversato, ma un santo, San Cadoco,
riuscì ad ingannarlo, dandogli un gatto nero anziché l'essere umano che il
demonio avrebbe desiderato possedere. Il papa Gregorio IX, emanò una bolla con
la quale autorizzava lo sterminio, a nome di Dio, di tutti i gatti neri e non.
Così facendo, ogni "vero cristiano" poteva torturare e uccidere
qualsiasi gatto gli capitasse fra le mani. Gli venivano inflitte le torture più
terribili: scorticati, bastonati, bruciati vivi, addirittura crocifissi o
buttati giù dai campanili delle chiese durante le festività sacre. Al contrario, ci furono
civiltà adoratrici del gatto. Gli Egizi, per esempio, migliaia di anni fa, li
veneravano come dei, perchè si credeva che proteggessero i campi di grano dai
topi e dalle devastazioni. Li trattavano benissimo: riservavano loro i bocconi
più prelibati. Una delle loro feste più importanti vedeva protagonista una
divinità egiziana con la testa di gatto e il corpo umano: Bastet, dea della
fertilità. A quei tempi, la capitale dell'Egitto era Bubastis, ed era dedicata
proprio a questa dea. La sua statua veniva venerata in un tempio enorme, e in
suo onore venivano organizzate grandi feste. Bastet veniva sempre rappresentata
con una cesta di gattini ai suoi piedi. Superstizioni varie Alcuni comportamenti dei gatti venivano osservati dalle popolazioni, poiché si credeva che potessero segnalare le variazione meteorologiche. d esempio, se il gatto faceva
le capriole, ci sarebbe stato molto vento Se all'inizio di una nuova situazione si incontrava un gatto,era un segno di disgrazie, liti e cambiamenti di tempo.
Per
le visite esistono superstizioni ben precise: se il gatto si pulisce la parte
anteriore del corpo verrà un uomo, se invece quella posteriore sarà una
vecchietta, se si lecca la coda il visitatore sarà una persona sgradita e
antipatica. Se invece si lecca tutto il corpo e si gratta dietro l'orecchio,
passando poi una zampa sul naso, ci si aspetta una persona gradita o che non
si vedeva da tanto tempo. I miagolii dei gatti, specie quelli che si possono
sentire Venerdì notte, possono essere un preannuncio di una lite. Una volta,
per far abituare alla casa un gatto ricevuto o comprato, gli si tagliavano
alcuni peli e li si mettevano sotto una gamba di un tavolo, oppure si usava
uno straccio come filtro per il caffè. E' tutt'ora viva la superstizione che, se un gatto nero ci attraversa la strada (sia in auto, sia a piedi) ci sarà sfortuna. L'incontro di un gatto nero, in certi casi, preannunciava anche fortuna. Vederne uno come prima cosa di mattina o
a Capodanno poteva essere un buon auspicio, ma si credeva anche che il grasso
riscaldato di un gatto nero guarisse i dolori delle articolazioni. Ancora al giorno d'oggi, sopravvive l'usanza di sacrificare un gatto prima di un matrimonio Polonia e Transilvania.
Il gatto nero porta sfortuna? I gatti di razza neri più belli sono i Bombay...ma si vedono anche tantissimi meticci completamente neri, altrettanto splendidi. Ma...portano sfortuna? Molti superstiziosi credono ancora a simili sciocchezze...se qualcuno di loro ci stesse leggendo...ecco una storia che gli farà cambiare idea, simile a quella del gatto con gli stivali. Dick Whittington, nel Trecento,
viveva in Inghilterra, a Londra. Apparteneva ad una famiglia poverissima, e ogni
giorno che passava tirare avanti diventava sempre più difficile. La sua unica
proprietà, comprata per un penny (moneta inglese) era un gattino nero, dal pelo
lucidissimo. Questo gatto, formidabile cacciatore di topi, fece la sua fortuna:
si infilò nel palazzo Reale, infestato da topi, e riuscì a catturarli tutti.
Il Re, per riconoscenza, donò immense ricchezze al proprietario del gatto, e da
allora Dick dimenticò miseria e povertà.
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