La storia di Tiger

Spedita da: Giulia

TIGER, UN ADORABILE MICIONE...

 

Questa è la storia del mio adorato micione.
Nel non troppo lontano 1990, in un appartamento di fronte alla via nella
quale abito io ora, una bella gatta diede alla luce 3 bei cuccioli, chiamati
Qui, Quo & Qua. Quo era un micino paffuto, tigrato marrone che, pur non
essendo di razza, ricordava un po' un soriano.
I 3 cuccioli crebbero felici con la loro mamma per i lori primi tre mesi,
poi cominciarono a vivere indipendentemente. Quo fu affidato a un'anziana
signora che abitava vicino alla sua casa natia; la signora aveva bisogno di
compagnia e quel micino coccolone era l'ideale. Così i due vissero insieme
per 2 anni e Quo si abituò a tutte le comodità della vita in casa. Purtroppo
nella primavera del 1992 la vecchia signora morì e Quo si ritrovò in strada.
Il destino fece sì che il gatto si ritrovò nella via dove abitavano i miei
genitori proprio nell'estate del 1992, quando io nacqui. Appena mia nonna,
una grande gattofila che abitava lì vicino, vide quel bel micione cercò
subito di guadagnare la sua fiducia, dandogli ogni giorno gustosi piatti.
Affamato, divorava qualunque cosa, ma non si lasciava avvicinare dagli umani.
Anche mio padre e mia zia cominciarono ad occuparsi di lui e decisero di
chiamarlo Tiger Jack, letteralmente Giacomo la Tigre, anche se poi divenne
solo Tiger per tutti.

Ci vollero 2 anni perché Tiger si lasciasse accarezzare da noi e
probabilmente fu proprio nel mio secondo anno di vita cominciai ad
accarezzarlo; era molto dolce, affettuoso e coccolone, anche se la vita da
casa lo aveva reso incredibilmente pigro. Sempre nel 1994 arrivò anche un
altro gatto, bianco e nero molto ruffiano di 2 anni, che chiamammo Felix.
Tiger & Felix era la coppia di gatti più conosciuta nella zona: i due
sembravano odiarsi perché litigavano spesso ma in fondo si volevano bene e
andavano in giro fianco a fianco. Quando ebbero rispettivamente 5 e 3 anni,
i miei nonni decisero di portarli a far sterilizzare, nella speranza che
sarebbero rimasti con noi per sempre. Inoltre il veterinario ci informò che
entrambi i gatti erano in perfette condizioni fisiche.



I due dormivano nei giardinetti dei nostri condomini [dato che mia nonna e
mia zia non potevano tenerli perché avevano già altri gatti e mia mamma non
voleva gatti in casa] così mio nonno, nel 1996,  decise di “regalargli” la
sua cantina:vi mise dentro cucce, coperte, piatti  per il cibo e al posto
della finestrella con le inferiate vi mise un passaggio fatto apposta per
loro, dal quale potevano entrare e uscire liberamente.
Intanto io e Tiger crescevamo insieme: io entravo nell'infanzia e lui
nell'età adulta, avevamo un buon rapporto e ogni sera alle 18, quando io e
la mia famiglia tornavamo a casa, lui stava ad aspettarci sulla porta del
condomino e appena dicevo :”Ciao Tiger!” lui mi rispondeva con un vivacissimo
“Miao!!” .

E così passava il tempo, io e mio padre, d'inverno quando faceva freddo,
portavamo Tiger in casa, sotto lo sguardo torvo di mia mamma, invece
d'estate passavo ore in strada con lui [e Felix] a giocare con bastoncini o
a fargli coccole o a viziarlo con latte e croccantini. Tiger era il gatto
più coccolone che si potesse desiderare: mai una volta graffiò me o
qualcun'altro della famiglia, mai, nemmeno per gioco e riuscì a farsi amare
anche da mia mamma e da mio fratello che non amavano particolarmente i
gatti. Nel  2000 mia nonna morì, e lasciò scritto di cremare Tiger & Felix
quando sarebbero passati a miglior vita; così fu la mia famiglia e io a
occuparci della cantina e toccò a noi portare ai gatti un appetitoso piatto
ogni sera. E intanto il tempo passava e passavano anche gli anni. Nel 2002
arrivò un  bel micione di nome Romeo [che purtroppo morì l'anno dopo], e
Tiger era gelosissimo di lui perché di tanto in tanto mi vedeva che lo
coccolavo e gli davo da mangiare: appena mi avvicinavo al nuovo arrivato,
Tiger mi si strusciava contro le gambe per non farmi passare. Era geloso sì,
ma spero che si rendesse conto di quanto bene gli volevo.
E gli anni passavano di nuovo, estati e inverni...lui entrava nella
vecchiaia, io nell'adolescenza.... il rapporto tra me e Tiger credo che
diventò unico: veniva più spesso in casa ed era sempre più gioioso quando mi
vedeva... Tiger non era solo il mio gatto, ma anche il mio migliore amico.
Lo considerò il gatto più intelligente che abbia mai visto. Quando gli
aprivo la porta di casa per farlo entrare, lui “andava in bagno” prima,
sapendo che non avevo lettiere in casa.

Mi resi conto che capiva la mia lingua: quando gli dicevo “Andiamo a fare un
giro” lui mi seguiva trotterellando e facevamo insieme il giro dell'
isolato; a volte ci seguivano anche Felix e la micia di una mia vicina di
casa, sotto lo sguardo un po' incredulo e un po' divertito dei passanti.
Beh, Tiger fu anche un gatto fortunato dal punto di vista fisico: non prese
mai malattie gravi fino all'estate del 2006, all'età d 16 anni.
Era estate e io ero appena tornata a casa; lo salutai ma invece del solito
bel miagolio sentì un colpo di tosse. Lo presi in braccio e lo guardai
bene: non respirava bene, sembrava avesse un brutto raffreddore. Quando gli
offrì i croccantini, li rifiutò. Rimasi incredula perché in 14 anni che lo
conoscevo non aveva mai detto no a del cibo. Così io e mio padre lo portammo
dal veterinario. Credo che fosse uno dei pochi gatti a cui piaceva andare
dal veterinario, tanto che mentre lo si visitava faceva le fusa. Il medico
ci disse che aveva un problema ai polmoni, e che, se il gatto non fosse
stato così anziano, sarebbe stato una cosa da niente; comunque ci diede
delle pastiglie da dargli che avrebbero dovuto guarirlo. Un problema ben più
grave invece era all'orecchio sinistro: un tumore, incurabile.
Un po' afflitta dalla brutta notizia, tornammo a casa dove cominciai la cura
che il veterinario aveva prescritto. Una settimana dopo Tiger respirava
molto bene, era riuscito a guarire. Sollevata, mi preparai ad affrontare
l'inverno: l'ultimo inverno che avrei passato con Tiger.

Il 29 settembre trovai vicino a casa una micina tutta pelle e ossa di 3 mesi
che chiamai Dea; non si fidava affatto degli umani ma si fidava di Tiger,
tanto che i due dormivano insieme in cantina e andavano a spasso insieme.
Già in autunno, Tiger ricominciò a respirare male, tanto che ogni mese fummo
costretti a portarlo dal veterinario per fargli una puntura di cortisone. A
Novembre comincia a vedere che dimagriva  molto: in più aveva il verme
solitario. Per tutto l'inverno uscì raramente dalla cantina, dove passava le
sue giornate in compagnia di Dea e dove lo andavo a trovare tutte le sere.
A Febbraio del 2007 ricominciò ad uscire, grazie al bel tempo, ma camminava
molto lentamente, gli si potevano toccare le ossa, e si vedevano sulle sua
spalle tutto il peso degli anni.



Ma arrivato Marzo, si richiuse nella cantina: oramai non riusciva più a
miagolare, i suoi miagolii corrispondevano a colpetti di tosse. Beveva
spesso, segno che i reni non funzionavano più correttamente; dal 20 di 
Marzo smise di mangiare, al massimo prendeva qualche boccone alla sera, a
causa delle piaghe che aveva in bocca. Mio zio lo portò dal veterinario, che
ci diede la notizia più brutta che potessimo avere: Tiger stava morendo, e
purtroppo per lui non c'era più nulla da fare. Quando me lo dissero corsi in
cantina, piangendo. Era nella sua cuccia che mi fissava, ma ebbi  l
'impressione che non era più presente, lo accarezzai a lungo con le lacrime
che mi rigavano le guance; quando era ormai tardi lo salutai dicendo: “Ci
vediamo domani.”, cercando di ignorare quella orribile sensazione di averlo
visto per l'ultima volta. Uscendo dalla cantina, incontrai Felix anche lui
invecchiato e con un tumore al naso, che si rifiutò di entrare a mangiare: i
gatti  capiscono quando è arrivata la fine, e in quella cantina c'era odore
di morte e di assenza. La mattina dopo mia zia entrò in cantina per vedere
se Tiger era riuscito a superare la notte: sì era ancora vivo, ma stava
soffrendo visibilmente, ed era incapace di reggersi in piedi. Lo portò dal
veterinario perché smettesse di soffrire, e basto una puntura d'anestesia
per fargli chiudere gli occhi per sempre mentre mia zia gli accarezzava la
testolina.

Fu così che Tiger, il 28 Marzo 2007, lasciò per sempre questa Terra,
lasciando dentro di me un vuoto incolmabile; ora di lui mi restano tante
belle foto, una scatolina con le sue ceneri come chiese mia nonna e il suo
ricordo che custodisco gelosamente nel mio cuore. Ho voluto raccontarvi
questa storia per farvi sapere quanto sono stata fortunata ad avere un gatto
così e quanto ne vado fiera. Grazie di tutto, Tiger. Non ti dimenticherò
mai.