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Ecco delle
vostre storie dedicate ai gatti ^_^
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Storia vera
di Anna Speranza
E’ una storia lunga ma
vale la pena leggerla.
Sto per raccontarvi una
storia tristissima riguardo poveri animali che hanno sofferto lentamente
e sono morti grazie alla leggerezza e trascuratezza dell’uomo.
La storia comincia ad
Agosto quando tutti sono in vacanza.
Inizio a portare cibo come
fanno tante persone ad alcuni gatti vicino casa mia, mamma gatta con 2
cuccioli di circa 6 mesi (premetto che io vivo in campagna periferia qui
a Roma). A fine Settembre mi accorgo che la stessa mamma aveva partorito
altri 3 cuccioli, così mi sono decisa di prendermi cura di loro in
tutto.
Dapprima ho iscritto alla
mia asl di zona la colonia felina e poi ho contattato le varie
catturatrici a pagamento (20 euro per ogni gatto catturato) che si
occupano di venire da te a catturare i gatti che sono difficili da
prendere.
Questo l’ho fatto
naturalmente perché leggendo tanto su internet ho ritenuto opportuno
sterilizzare tutta la mia colonia in modo che i gatti potessero vivere
meglio.
Da lì ho scoperto un vero
mondo che forse non tutti sanno e che è bene che invece si sappia.
Contattando le
catturatrici dapprima chiedevo loro il compenso poi chiedevo se loro
stesse portavano i gatti ad operare alla mia asl di zona (visto che il
comune è obbligato a sterilizzare i gatti della colonia) ma lì ho
trovato un vero muro da parte di tutte ( ne ho contattate 10).
Così ho capito che l’unica
via se volevo il loro aiuto seppur pagandole era sottostare ai loro
voleri.
“Io non ho tempo da
perdere, vengo li catturo tutti e 6 me li porto a casa e poi te li porto
io alla colonia felina di XXX, contattali e mettiti d’accordo sul
pagamento” così mi parlavano più o meno tutte
Così ho fatto. Telefonato
a XXX dove devo dire ho trovato disponibilità nello sterilizzare i 6
gatti. “ Bene sono 6 di cui 4 femmine e 2 maschi , le 2 delle 4 femmine
me le paghi 36 euro a gatta e gli altri sono gratis” mi dicono a XXX.
Così fiduciosa e contenta
nel fare una bella azione ho provveduto a mettermi dei soldi da parte
per compire la cattura e successivamente la sterilizzazione.
Il 13 Febbraio 2010
vengono catturati i 6 gatti e ci tengo precisare quello che ho visto.
Una donna con un furgone
che arriva apre il portellone posteriore da dove non vi dico quale
olezzo potesse uscire di lì. Inizia la cattura di un gatto per volta e
devo dire che è stata abilissima in 1 ora ne ha presi 6 . Mentre parlavo
con lei le ho chiesto dove pensava di mettere i gatti per la notte la
risposta è stata “ Beh li porto a casa mia li tendo in gabbia e
domattina partono per XXX” mi dice, allora ho chiesto “ Ma se devono
fare i bisogni come fanno e se hanno sete?” e lei “ Ma non ti
preoccupare li fanno qui dentro gli metto un giornale sotto”.
Già da lì avrei dovuto
capire in cosa mi stavo imbattendo, e invece purtroppo non ho aimè
capito.
I gatti vengono portati il
14 a XXX dove mi hanno comunicato che sarebbero stati lì un solo giorno
per poi essere di nuovo spostati il 15 dal veterinario per la
sterilizzazione.
Così è stato il 15 sono
stati tutti operati e riportati in giornata a XXX. Hanno fatto una
degenza di 4 giorni e il 18 me li sono andati a riprendere tutta
contenta.
Nel frattempo io e mio
marito già con 2 gatti sani in casa abbiamo preso la decisione di
adottare i 3 piccolini di circa 4 mesi e portarceli a casa, così mi sono
preoccupata di chiedere a XXX di far fare ai piccoli un test di 2 gravi
malattie che si chiamano Felv Fiv per riscontrare se i micetti
l’avessero contratta (questo per non mettere a rischio i miei 2 gatti di
casa sani). Gli altri 3 gatti più grandi invece li avrebbe adottati mia
madre che vive anche lei in campagna e eravamo già d’accordo di fargli
fare un periodo di inserimento in casa per poi lasciar loro la scelta
(una volta che capivano la loro nuova casa) di decidere se stare
all’interno o all’esterno della casa. Insomma noi gli animali li
vogliamo vedere felici e visto che abbiamo tutti la possibilità di non
chiuderli in appartamento ma di lasciar loro la scelta abbiamo pensato
di fare il meglio per loro visto che i nostri 2 sono felicissimi.
Dal 19 inizia il mio
inferno vero e proprio.
Il cuccioletto maschio
inizia a dare segni di malessere mentre una delle 2 femminucce inizia a
vomitare. Capiamo che era lei solo dopo 2 giorni ( anche perché
all’inizio non si capisce che il vomito può nascondere qualcosa di
terribile) ovvero il 21 quando oramai il fratellino era già morto. Il 22
telefono immediatamente al veterinario che li aveva operati descrivendo
i sintomi, successivamente chiamo XXX perché il veterinario mi ha
scaricato a loro. Insomma si parlava di Panleucopenia Gastrointerite
virale ovvero la peste felina. Telefono al lavoro e chiedo un giorno di
ferie corro dal veterinario e lì mi danno conferma della malattia era
proprio lei. Nell’ambulatorio veterinario mentre visitavano la gattina
aprono una porta dove si vedevano decine di gabbie con cadaveri
mescolati con gatti che si stavano risvegliando dall’anestesia (una
scena da film dell’horror). Dopo varie insistenze dico loro” Mi avete
restituito 6 gatti infetti ora non mi potete abbandonare la gattina ha
bisogno di cure e di ricovero i miei sani stanno rischiando anche loro”
quindi hanno messo la gattina in una gabbia piccolissima e sistemata in
un bagnetto visto che loro non avevano luoghi appositi sterili per
malattie infettive dicendomi che gli avrebbero fatto la terapia anche se
le cure vere e proprio per questo virus non ci sono. Questo mi fa
pensare che se tu mi accetti un ricovero infettivo in un bagno adiacente
nella stessa stanza ambulatoriale metti a rischio anche tutte le persone
che vengono lì ignare del virus che sta girando visto che ce lo portiamo
dietro anche sotto le scarpe. Comunque torno a casa e l’unica cucciola
rimasta non dava ancora segni, aveva mangiato e sembrava tranquilla. Il
23 vado al lavoro controllano lo stato di salute della gattina e
avvertendo mia madre di monitorare lo stato di salute degli altri 3.
Alle 15.30 mi arriva la telefonata di mia madre che mi dice” Ho trovato
del vomito” Premetto che mia madre abita fuori Roma a Ceri io da Via Po
a Ceri alle 16.30 ero già lì.
Mollato il lavoro e corsa
lì. Ho chiesto a mia madre se aveva visto chi dei tre avesse vomitato e
lei era quasi sicura che era una femmina nera. Così di corsa vado al
negozio di animali compro un trasportino nuovo quindi non infetto
compro una nuova cassetta per i bisogni e la porto immediatamente dal
veterinario di zona il quale conoscendo la storia anticipata
telefonicamente da mia madre a fatto 3 punture alla gattina e ci ha
chiesto di stare attentissime al contagio per i gatti esterni in quanto
questo virus e resistentissimo anche ai disinfettanti. Così decidiamo di
isolare la gattina in una stanza di casa separata dagli altri. Poi mi
affaccio nella stanza dove erano gli altri 2 e vedo i loro occhi che non
mi piacevano affatto, provo a prenderli per portare anche loro dal
veterinario ma non ci sono riuscita (un po’ selvaggi un po’ spaventati
desisto). Torno a casa vado a vedere lo stato di salute della
cuccioletta a casa mia, non aveva toccato cibo era mogia e piangeva era
evidente che il virus avesse beccato anche lei. Telefono immediatamente
alla clinica veterinaria vicino casa mia e racconto la cosa mi
rispondono di portarla l’indomani mattina anche se io insistevo nel
ricovero immediato ma non è stato possibile. L’indomani mattina mi
arriva la telefonata di mia madre che mi comunica che uno dei 2 gatti
che stavano insieme stava malissimo, così inizia la mia corsa contro il
tempo si trattava di ore prendo la gattina di casa mia la porto in
clinica e la ricovero per le cure di sostegno, esco dalla clinica
correndo sull’Aurelia da mia madre quando a metà strada lei mi telefona
dicendomi che era troppo tardi il gatto era morto. Non racconto cosa ho
trovato in quella stanza quando sono arrivata vomito e diarrea
sanguinolenta e maleodorante per tutta la stanza e il povero gatto su un
fianco morto. Mi metto un camice, guanti e dei sacchetti della spesa
sulle scarpe, candeggina carta stracci e sacco della spazzatura e
rimuovo il tutto. Chiamo il veterinario che si occuperà dello
smaltimento (altri 80 euro). Guardo gli occhi dell’altra gatta e vedo
che sta male anche lei. Purtroppo anche lei ha avuto la stessa sorte
nel giro di pochissimo. Insomma nel giro di 6 giorni una vera e propria
strage.
Rimangono ancora in vita 3
cucciole la prima ricoverata dal veterinario che l’aveva operata, quella
ricoverata in clinica e quella nera da mia madre. Una morirà il 24 e una
il 25. Ora l’unica sopravvissuta è la nera su 6 gatti 5 sono morti.
Questa storia anche se
lunga ho voluto raccontarla perché il virus è stato scuramente contratto
o dal veterinario o dalle gabbie della catturatrice o da XXX che quella
che loro chiamano ricovero e solo una buca infetta. Si preoccupano solo
di sterilizzare più gatti possibili e il loro motto è “ I gatti randagi
non si spostano ma vanno lasciati dove sono stati presi”
Oggi ho capito perché.
Loro sterilizzano centinaia di gatti e poi così come sono li liberano di
nuovo nell’ambiente. Un solo gatto infetto può infettare un rione intero
e i gatti muoiono tutti. Quindi mi chiedo “ Pensate veramente di fare il
bene degli animali? “ Inoltre non è meglio sterilizzare meno gatti ma
con norme igieniche ben diverse da quelle che ho visto io?
I gatti al 50% secondo me
vanno a morire e credetemi oltre al danno economico che ho subito in
questa storie circa 500,00 euro sono letteralmente sotto shock per come
la gente si vanta addirittura di fare il bene degli animali e invece li
porta a morire. Loro sono infetti, non usano alcuna precauzione e
soprattutto mi hanno abbandonata in una storia che credetemi mi segnerà
per tutta la vita. Non sono un veterinario e vi assicuro che vedere e
toccare tanti cadaveri mi ha fatto malissimo.
Spero che questa mia
storia non solo possa fermare questo stillicidio che però nessuno sa se
non gli addetti ai lavori ma che tanta gente come me se veramente vuole
fare del bene agli animali che li porti in strutture serie e pulite
pagando quello che c’è da pagare altrimenti giri la testa dall’altra
parte.
Un saluto
Anna Speranza
Il gattino nero
Era Halloween. E Dark,
questo era il nome del gattino nero di appena due anni, si ricordava bene
quello che aveva passato lo scorso Halloween. Si ricordava bene quanto aveva
dovuto correre per salvarsi e sfuggire da quei ragazzacci che gli volevano
tagliare la coda con un'accetta e ancora da quel gruppo di persone che con
un cappuccio enorme in testa correvano verso di lui ghignando. Che fare? Non
gli rimaneva che trovare un rifugio, un nascondiglio in cui nascondersi fino
al sorgere dell'alba, con la speranza di non essere trovato.... lui, povero
gattino randagio, che altro poteva fare? I bidoni della spazzatura non erano
affatto sicuri, gli angolini sotto le panchine men che meno, dove andare?
Camminava quatto quatto, lungo i bordi di una strada buia, quando sentì in
lontananza delle urla e capì che era in pericolo. Si mise a correre con lo
sguardo sbarrato dalla paura. Ad un certo punto si fermò, col cuoricino in
gola. E si fermò proprio sotto una finestra aperta, da cui proveniva il
suono di un pianoforte. Senza pensarci due volte saltò dentro e si trovò
faccia a faccia con due grandi occhioni: gli occhioni di una bimba che
suonava il piano. La bimba inizialmente lanciò un urlo spaventata, poi
vedendo che si trattava solo di un gattino, tra l'altro impaurito, chiuse la
finestra per impedirgli di scappare e gli si avvicinò, dicendogli paroline
dolci. Il gattino, non scappò..anzi, quasi ammaliato da quelle parole si
lasciò toccare, accarezzare e inaspettatamente incominciò persino a
fuseggiare. Incredibile: un attimo prima era pazzo di terrore ed ora faceva
le fusa! Poi la bimba chiamò la sua mamma e la pregò di lasciarle tenere il
gattino, che già adorava. La madre non seppe dirle di no. Da quel momento la
vita del gattino cambiò: coccole a non finire e niente stenti, la pappina
sempre pronta e il caldo di una cuccia sempre pronta. Era tutto un altro
mondo che prima non conosceva, e che adesso non voleva perdere per nessuna
ragione.
Il ricordo della paura provata le notti di Halloween era ormai lontano, ma
il gattino si chiese: quanti gatti sono stati fortunati come me? Quanti sono
riusciti a sfuggire ai pazzi fanatici che si scatenano in queste notti?
Pochi, troppo pochi, pensò.....e una tristezza infinita lo colse...
di Chiara
L’estate si avvicinava…
di Mery
L’estate
si avvicinava e Mimì, una bellissima gattina di appena 5 mesi, invece di
essere contenta, era tremendamente in ansia. Sì, in ansia perché sentiva
movimento in casa, avvertiva inizi di cambiamenti e si sentiva impaurita. In
realtà qualcosa stava cambiando: i suoi padroni si stavano preparando ad
andare in vacanza e stavano preparando piano piano le cose da portare via.
Ma Mimì? Sarebbe stata dimenticata o sarebbe stata, invece, portata con
loro?
Mimì si rannicchiava preoccupata in un angolo e talvolta neanche mangiava.
Angela, la bambina che l’aveva voluta in famiglia con tutto il cuore, andava
vicino a lei, la accarezzava e le chiedeva dolcemente come mai fosse triste.
Infatti, i grandi occhioni di Mimì tradivano moltissimo il suo stato
d’animo: di solito trasparenti e limpidi ora erano offuscati e semichiusi.
Angela era preoccupata per la sua gattina. E non aveva nessuna intenzione di
lasciarla sola in casa o di abbandonarla. Infatti, aveva comprato un
trasportino e tutto l’occorrente per farla viaggiare comodamente. Ma questo
Mimì non lo sapeva. E soffriva, ansiosa e tristissima. Finalmente arrivò il
giorno della partenza: fu impacchettato tutto, i bagagli messi in macchina e
Mimì? Mimì fu messa dolcemente nel trasportino e posta sul sedile posteriore
della macchina, accanto ad Angela. Inizialmente frastornata per il
cambiamento improvviso, Mimì miagolava flebilmente, poi grazie anche alle
carezzine di Angela si tranquillizzò e capì che, sì ci sarebbe stato un
cambiamento, ma lei non sarebbe stata messa da parte: era con loro e con la
sua Angela, e questo le bastava. Pian piano riuscì persino ad addormentarsi
e a risvegliarsi fra le sue dolci braccia, in una nuova casa, in un posto
tutto nuovo, ma non aveva importanza…..era sicura che sarebbe stata una
bellissima estate anche per lei e, finalmente felice, leccò il visetto di
Angela e fuseggiò così tanto da far sorridere tutti quanti…..che bello
essere tutti insieme!!!
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Mamma gatta
di Mery
Una
bellissima gatta di nome Fufi aveva appena partorito 3 dolcissimi micini.
Somigliavano tutti a lei, bianchi e neri, col musino bianco e il dorso nero.
Uno aveva delle macchiette nere sulle zampe: sembravano stivaletti. Erano
meravigliosi: due femminucce ed un maschietto. Mamma gatta era orgogliosa di
loro. Li vedeva succhiare avidamente dalle sue mammelle e con soddisfazione
li vedeva crescere giorno dopo giorno. Stava sempre a custodirli, si
allontanava di qualche metro solo per bere e mangiare, sempre senza perderli
di vista. Poi, la gioia di vederli camminare da soli, giocare, rincorrersi,
un immenso e profondo amore la pervadeva anche solo a guardarli. Era felice.
A sua volta Fufi era amata molto dal suo padrone, che non le regalava molte
coccole ma in compenso la rispettava e non si dimenticava mai di lei. Ogni
giorno, infatti, le puliva le ciotole e la cuccia.
Arrivava anche la bella stagione e i gattini potevano tranquillamente stare
all’aperto, senza il rischio di incorrere in raffreddamenti. Ma un giorno,
quando Fufi si svegliò da un breve sonnellino, non trovò più un gattino. La
paura e il terrore più completo l’assalirono: cominciò a cercarlo,
miagolando come solo le mamme gatte sanno fare. Niente. Il gattino era
scomparso. Era il maschietto, il più vivace e il più birichino. Arrivò la
notte e del micino neanche l’ombra. Fufi si rifiutò di mangiare e il padrone
capì perché. La rassicurò con qualche carezza e poi uscì per cercare nei
dintorni. Chiese anche ai vicini di casa. Niente. Nessuno l’aveva visto.
Allora, con una torcia elettrica si incamminò per i campi, attento ad ogni
rumore e suono. Ad un tratto sentì dei miagolii molto flebili: corse in
quella direzione e lo vide: il gattino era rimasto impigliato dentro un
grosso cespuglio di rovi e non riusciva più ad uscirne. Aveva anche qualche
piccola ferita qua e là. Ma era vivo e, dopotutto, non aveva niente di
grave. Lo riportò subito dalla mamma che pazza di gioia non finiva più di
leccarlo. Dopo un po’ riuscirono persino a dormire, stanchissimi, ma felici,
felici di essersi ritrovati e di dormire nella cuccia, tutti insieme, in un
caldo abbraccio d’amore.
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Il gatto fra le macerie….
di Enrica
C’era
una volta un gattino che in seguito ad un terremoto terribile che aveva
causato il crollo di molte case, si trovò, così, tutto ad un tratto, solo
soletto, al buio, ricoperto di sassi e di macerie. Non sapendo cosa fare
incominciò a guardarsi intorno, alla ricerca di un passaggio. Niente, tutto
sembrava stringersi intorno a lui e faceva anche tanto freddo. Preso dal
panico incominciò a miagolare, per ore e ore…..ma niente di fatto, nessuno
sembrava sentirlo. Allora, un’improvvisa forza si impadronì di lui: non
voleva morire, era troppo giovane, aveva ancora tanta voglia di divertirsi e
di vivere. Incominciò, allora, a spingere qualche piccolo sasso e piano
piano, incoraggiato dal fatto che aveva intravisto una luce, si fece un
piccolo varco, come meglio poteva. Ogni volta, però, sembrava giunto ad un
punto morto, lì, in quel labirinto di macerie di rovine, dove minuscoli
cunicoli e strettissimi passaggi si aprivano e si chiudevano e ogni volta
questo significa tornare indietro e riprovare a percorrere un’altra
“stradina”. Dio, come si sentiva sperduto e solo, ma doveva insistere,
continuare, se voleva salvarsi. Questo aveva capito. Ad un certo punto,
prova e riprova, arrivò, finalmente, alla tanta sospirata luce e sbirciò
fuori. Il buchetto che lo separava dall’esterno era però minuscolo e non
riusciva a passare. Allora, si rimise a miagolare, speranzoso. Questa volta,
essendo vicinissimo all’esterno, fu sentito, Subito, un vigile del fuoco,
smosse le poche macerie che lo separavano dalla vita e lo liberò. Il
gattino, impolverato e mal ridotto fu preso subito in braccio e accarezzato,
Gli fu data dell’acqua e messo al caldo, fra una accogliente copertina. Poi,
fu donato ad un bimbo, che pur povero e senza casa, desiderava tanto
continuare a dare amore e affetto, specie a quel gattino, di cui si era
innamorato a prima vista. Il piccolo micio dopo qualche giorno riuscì a non
pensare più al brutto momento passato e fu di nuovo felice fra quelle
amorevoli e accoglienti braccia.
Il gattino Pedrino
C’era una volta un gattino di
nome Pedrino che aveva sempre voglia di scherzare. Era, insomma, un gran
burlone. Gli piaceva ridere, spesso anche alle spalle degli altri. Ma non a
tutti i suoi amici gatti piacevano i suoi scherzi. Una volta, anzi se le
presero proprio a male. Sentite un po’ cosa combinò loro Pedrino. Riuscì a
far credere loro che una gattina, di natura molto riservata, era un po’
superficiale, anzi come dire, un po’ leggera e che le piacevano da matti un
po’ tutti i gattini. I gatti quando sentirono questo subito corsero a
cercarla: infatti, la gattina era molto ma molto bella. I gatti la trovarono
quasi subito e cominciarono a corteggiarla pesantemente, e la bloccarono
impedendole di ritornare a casa. La gattina a questo punto incominciò a
graffiare, soffiare, miagolare a più non posso, finché non la sentì la sua
padroncina. Intanto, era riuscita a graffiare quasi tutti i gatti che
riportano ferite da tutte le parti. E per finire la padroncina li prese pure
a calci, offesa per gli insulti che avevano fatto alla propria gattina. I
gatti, a questo punto, capirono di essere stati presi in giro e decisero di
fargliela pagare cara a Pedrino, che intanto, da lontano si sbellicava dalle
risate nel vedere la scena. Lasciarono passare qualche giorno, poi decisero
di eseguire un piano che avrebbe fatto cadere in trappola Pedrino. Uno di
loro avvicinò Pedrino e lo invitò ad andare a caccia di topi in campagna.
Pedrino era un po’ indeciso perché ancora era piccolo e non si era ancora
allontanato molto da casa, ma fu rassicurato dall’altro gatto che gli
promise che non sarebbero andati lontano. Pedrino, contento per la nuova
avventura che lo aspettava, tutto felice si incamminò insieme al gatto. Per
un bel po’ quest’ultimo finse di andare a caccia di topi, distrasse Pedrino
con racconti e storie fantastiche e poi, giunti abbastanza lontani, gli
propose di giocare a nascondino. Quando Pedrino chiuse gli occhi, il gatto
si mise a fuggire a più non posso e lasciò lì tutto solo il gattino. Quando
questi finì di contare si mise a cercare…ma niente..cerca e ricerca,
niente….si mise a miagolare ma niente…a questo punto incominciò ad aver
paura anche perché cominciava a fare buio. Disperato si mise a piangere e
capì finalmente di essere stato giocato. Passò tutta la notte lì, fuori,
tutto solo, nascosto sotto un rovo. Solo al mattino, il gatto che gli aveva
tirato lo scherzo insieme agli altri gatti si fece vivo e lo condusse a casa
sua. Da quel giorno Pedrino capì che in passato aveva esagerato con gli
scherzi e smise di fare scherzi pesanti. E’ proprio vero, chi la fa
l’aspetti!!
Chiara
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C’era una volta un gattino che
aveva tanta fame….
C’era una volta un gattino che
aveva tanta fame…. Eppure il cibo non gli mancava. Aveva, infatti, una
padroncina che l’accudiva con amore e non gli faceva mancare proprio niente.
Ma la fame del gattino era tanta e un giorno, non sazio, nonostante
l’abbondante cibo appena ingerito, uscì di casa per andare a caccia di altre
cose da mangiare. Decise di fare prima un giro dai vicini, e magari di
saltare dalla finestra dentro casa. Fu “fortunato”: le finestre a pian
terreno erano aperte e da una di queste riuscì a infilarsi dentro. Entrò
proprio in cucina. I buoni odori non mancavano. Decise, allora di fare un
giro d’ispezione per vedere un po’ cosa riusciva a trovare. Saltò dritto
dritto sulla cucina e lì trovò un bel pesce, messo lì per essere cucinato.
Stava per addentarlo e poi scappare via, quando entrarono due bambini che
abitavano in quella casa. Lo presero subito e incominciarono a “giocare” con
lui. Ma i loro giochi non erano molto salutari per il piccolo gatto: Gli
tiravano la coda ed i baffi, gli facevano il solletico, lo pizzicavano e
arrivarono persino a pestargli appositamente le zampette. Il micio
“gridava”, “piangeva”, ma i bimbi monelli non lo lasciavano andare. Si
ribellava, graffiava, ma niente, i bimbi non mollavano e soffriva, soffriva
tanto. In quei momenti riuscì a pensare: - Povero di me, povero di me, che
ne sarà di me? Morirò….chi me l’ha fatta fare ad entrare qui dentro?
Maledetta fame! Se ne uscirò vivo, giuro che d’ora in poi non entrerò mai
più in case che non conosco. Invocava dentro di sé la sua padroncina, che
però non poteva sentirlo……. Ad un certo punto entrò la mamma dei due
bambini, che intimò loro di smetterla e di lasciare andare il gattino. A
malincuore i bimbi ubbidirono e il gattino, raccolse le poche energie che
gli erano rimaste, e con un balzo uscì di corsa da dove era entrato. Era
salvo! Tornò, quindi, a casa sua, e si accucciò in un angolo, leccandosi il
pelo tutto arruffato. Dopo un po’, per la stanchezza si mise a dormire e
così lo trovò la sua padroncina che, ignara di tutto, si meravigliò un po’
nel vederlo dormire a quell’ora, lui che di solito era sempre vispo e pieno
di energia. Una volta sveglio, si sentì meglio e decise di mantenere
assolutamente il giuramento fatto durante le torture subite. Si recò in
cucina, mangiò un po’ di crocchette e poi si mise a fare le fusa vicino la
sua padroncina, ben contento di essere lì e di averla scampata. Era un altro
micio, era cresciuto ed era più consapevole: l’esperienza avuta gli era
servita. Aveva imparato la lezione e d’ora in poi avrebbe apprezzato
sicuramente di più quello che già possedeva. Quanto successo al gattino è
una lezione di vita che vale anche e soprattutto per gli uomini, che non
sono mai contenti, che hanno sempre “fame”, e non solo di cibo.
Chiara
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Daki
e Mika
Capitolo 1: Inizio
Daki sbadigliò sonoramente dall'altro del tetto di una villetta, si
sentiva stanco dopo l'ennesima visita ad una casa di ricconi...ricchi che
non davano mai nulla ai gatti randagi. Per fortuna c'era lui, un piccolo
gattino di appena 1 anno, nero e con enormi occhioni azzurri. Le persone a
Milari avevano a malapena tempo per loro, figurarsi se potevano pensare ai
gatti randagi. Per questo era nata la AGR...l'Associazione dei Gatti Randagi.
Ciò che faceva sicuramente più ridere è che neppure la metà di quella
cittadina aveva minimante idea dell'intelligenza dei gatti, insomma per
loro i gatti erano piccole e stupide creaturine...solo poche persone
sapevano che i gatti sono creature intelligenti, forti e modeste.
Sopratutto modeste. I gatti erano la perfezione, non avevano goffi arti,
non si reggevano a stento su due zampe e soprattutto erano i re
dell'equilibrismo. Daki era il migliore nell'equilibrismo, per questo era
stato subito promosso a Saccheggiatore. E' vero che i gatti erano tutti
rapidi ed abili, ma lui, quella piccola palla di pelo nera, era il
migliore a sfuggire agli Umani che cercavano a tutti i costi di fermarlo.
Sbadigliò ancora, il colpo di quella sera era stato veramente
snervante....insomma, possibile che quegli Umani si facessero tutti questi
problemi per una trota? Se avesse rubato un gioiello cosa avrebbero fatto?
Lo avrebbero ucciso???
"Bah....stupida Vecchia, il fianco mi fa un sacco male..."Pensò
mentre si leccava la parte offesa. Un stupida vecchia quella sera lo aveva
colpito con forza ad un fianco facendogli un sacco male. Ridacchiò dentro
di sé quando sentì degli urli provenienti da una casa poco lontano da lì,
osservò un'agile figura correre sul cornicione della finestra senza alcun
problema, invidiò l'altro gatto quando saltò senza troppi indugi sul
tetto di un'altra casa. Daki non era così tanto agile purtroppo....ma
l'altro era Kurry,un potente soriano con tre anni di saccheggio alle
spalle. Daki miagolò con forza per attirare l'attenzione del soriano,che
saltò rapidamente verso il tetto dove si trovava il micino.
-Ehilà Daki,come ti è andata la caccia?-
Gli chiese mentre lasciava cadere la sua preda,un grosso tacchino corposo,
che emanava un ottimo odore di spezie e di carne appena cotta. Il micetto
nero si lecco i baffi alla vista di quel pasto succulento.
-Purtroppo non granché come la tua Kurry. Ho preso soltanto una trota e
una forte botta su un fianco.
Disse mentre cercava di controllarsi dall'addentare quell'ottimo tacchino.
Dovevano aspettare l'arrivo del terzo membro del gruppo d'azione 7,
dovevano aspettare Sasà. Sasà era il migliore in quel gruppo,era un
grosso birmano dagli occhi cioccolato e aveva ben 6 anni d'esperienza.
Rapido, violento e spietato il birmano non si lasciava sfuggire una preda,
a costo di farsi male. Il Gruppo 7 era uno dei migliori, se non IL
migliore. Composto dall'equilibrista, dall'agile e dal veloce, i migliori
in tutto l'AGR. Mentre i due discutevano sul da farsi,silenzioso come un
serpente, Sasà arrivò e gettò con noncuranza un' enorme fetta di manzo
cotta, speziata e completamente intatta. Kurry e Daki sgranarono gli occhi
e Sasà gli sorrise gentile
-Spero che agli altri piaccia il manzo, andiamo?-
-Certo Sasà!-
Dissero in coro il soriano e il gattino mentre, con le prede in bocca,
correvano verso il quartier generale, verso i loro amici e non avevano
idea dell'avventura che stavano per vivere.
Furby94 |
Il
gattino frettoloso
C’era
una volta un gattino di nome Palla di Neve. Era quasi completamente
bianco,tranne che per due macchioline sulla testa e la coda.
Palla
di Neve da sempre era frettoloso e,pur di fare tutto in fretta,combinava
guai.
Un
giorno Palla di Neve preparò in fretta e furia lo zaino,dimenticando
davanti alla porta di casa il libro di storia.A scuola,durante la verifica
di geometria,risolse alla bell’e meglio i problemi e fu il primo a
consegnare.
Quando,durante
l’intervallo,il suo amico Figaro gli chiese se gli teneva un momento il
panino,Palla di Neve,pur di correre in classe a scambiare figurine,sistemò
velocemente il panino su una sporgenza del muro e quando Figaro lo trovò,lo
vide spiaccicato sul pavimento,caduto in qualche modo.
Più
tardi,nell’ora di storia, Palla di Neve si accorse di non avere il libro
e non riuscì a ripassare.Sfortunatamente venne interrogato e prese
solamente la sufficienza.
Mentre,a
casa,eseguiva i compiti di matematica,si accorse che nella verifica svolta
la mattina aveva sbagliato tutti i ragionamenti.
Infine
ricevette una telefonata da Figaro,molto arrabbiato per la storia del
panino,e Palla di Neve capì che avrebbe potuto aspettare di scambiare le
figurine qualche minuto di più.
Il
gattino così si rese conto di aver avuto troppa fretta e di non essere
stato attento,decidendo che,in futuro,non avrebbe più commesso tali
errori.
Chi
fa tutto in fretta senza pensarci prima a poi si accorgerà di aver
commesso degli errori e perciò che è più utile ragionare e metterci
più tempo,ma risolvere ogni cosa correttamente.
Labyrinth |
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Bella e
il rapimento
Bella un giorno andò
in un supermercato per andare a prendere dei profumi,e ad un tratto un
gatto scappò con la merce.
Bella:vieni qui
furfante!
?????:non mi prenderai
mai!
Bella si trovo il ladro
davanti ma era stanca e non riuscì piu a seguirlo.Il ladro si tolse la
maschera,era Birba
Birba:HAHAHA!Scherzetto!
Bella:e quella merce?
Birba:spazzatura!
Bella:SEI IN CASTIGO
PER UNA SETTIMANA!
Birba:scusa! :(
A volte fare scherzi
stupidi può portare punizioni anche severe.
Batuffolo |
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Pussi e
il cane
C’era
una volta una gatta di nome Pussi.
Pussi
era una gatta bella e intelligente.Aveva il pelo color nocciola e amava
meditare in una fontana con le zampe immerse nell’acqua.
Purtroppo
Pussi,non avendo mai conosciuto un cane,e avendo ascoltato solo le storie
inventate dalle sue amiche,pensava che questi fossero malvagi.Non credeva
che potessero provare sentimenti positivi,come amore e
amicizia,e credeva che facessero di tutti per intrappolare i gatti
e torturarli.
Un
giorno,mentre era in giardino, si accorse di qualcosa che si muoveva
dietro ad una siepe.Corse a vedere e,appena sbirciò tra le foglie,lanciò
un urlo da far rizzare il pelo.Corse a nascondersi in un angolino
riparato.Aveva visto un cane.
Pensava
e ripensava alla soluzione migliore per cacciarlo via,quando Pussi se lo
vide davanti.Non sapendo più cosa fare,chiuse gli occhi e si arrotolò su
se stessa.Il cane provò a chiamarla,ma Pussi non si muoveva.Infine si
decise a guardare.Il cane era un cuccioletto ben curato,dall’aria per
niente selvaggia.
La
gatta si alzò in piedi guardandolo incuriosita.Il cagnolino iniziò a
chiacchierare e Pussi si sorprese vedendolo simpatico e dolce.Un cucciolo
come tutti gli altri.
Da
quel giorno Pussi e il cagnolino divennero molto amici,e Pussi non ebbe più
paura dei cani.
E’
sbagliato giudicare qualcuno attraverso pregiudizi ed apparenze,perché
spesso le cose non sono mai quelle che sembrano.
Labyrinth |
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La
gattina vanitosa
C'era
una volta una gattina bianca molto vanitosa, che si guardava sempre allo
specchio e si metteva un sacco di ninnoli.
Non usciva mai per non sporcarsi il bel pelo setoso, ma nello stesso tempo
era triste perchè non aveva altri gatti con cui "chiaccherare"
e giocare. Una volta la venne a trovare una gatta non bella come lei, ma
libera e felice. Le disse infatti che amava molto correre per i campi e
non le importava niente se si sporcava il pelo. Da quel giorno, la gattina
vanitosa decise di uscire e... al diavolo il pelo...
Fu così che incominciò a divertirsi, addirittura a sporcarsi di fango
nelle pozzanghere ......e a fare corse a perdifiato insieme ad altri
gatti. Conobbe in questo frangente un gatto molto simpatico, che si
innamorò di lei e lei di lui.
Dopo un po' nacquero tanti gattini e la gattina bianca ne fu infinitamente
felice. Era iniziata ormai una nuova vita per lei, più semplice e
naturale, più vera.....
Spesso
essere fissati con qualcosa ti rovina la vita, soltanto cambiando vivrai
felice.
Grace |
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Mamma
gatta e il suo cucciolo
Una
gatta aveva partorito tre gattini, uno più bello dell'altro....
La sua padroncina non poteva tenerli tutti e gliene portò via uno.
Tranquillizzò comunque mamma gatta dicendole che il piccolino non sarebbe
morto, ma che l'avrebbe portato in un negozio dove si vendevano gattini.
Mamma gatta accettò a malincuore la situazione...
Il tempo passava ma mamma gatta non riusciva a dimenticare il suo
piccolino. Una volta la padroncina capitò per caso in quel negozio e lì
chiese notizie del gattino che tempo fa aveva portato. Le diedero il
nominativo e l'indirizzo della persona che lo aveva adottato ed andò
subito a trovarla. Vide con piacere che il gattino stava bene e decise di
portarci mamma gatta. Chissà come avrebbe reagito, l'avrebbe
riconosciuto? Sarebbe stata felice?
Si verificò quest'ultima ipotesi....Mamma gatta si mise subito a "fuseggiare"
e a leccare il suo adorato gattino e non la smetteva più di guardare
riconoscente la sua padroncina.
Questa non dimenticherà mai quell'episodio di amore materno tra gatti che
le era capitato.....
Nemmeno
la lontananza, a volte, affievolisce l'affetto materno.
Grace |
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I
gattini e la libertà
Una
volta due gattini avevano tanta voglia di libertà e non ce la facevano più
a stare sempre in casa.
Guardavano gli altri gatti da dietro i vetri della finestra e avevano
tanta voglia di unirsi a loro.
Ma il loro padrone li faceva uscire raramente perché ci teneva tanto a
loro e aveva paura che fuori potesse succedere loro qualcosa (essere
investiti da un’automobile, essere morsi da un cane, ecc.).
Un giorno, dopo tanti miagolii insistenti, li fece uscire. Una volta fuori
i due gattini decisero che non avrebbero più messo piede in quella casa,
tanto era la loro voglia di evadere. Andarono per i campi, si misero a
correre, fecero tante cose strane, felici come non mai. Arrivò la sera. I
due micini avevano tanta fame ma non sapevano come procurarsi da mangiare
non essendo abituati alla vita selvaggia. Anche il mattino dopo, stremati
e stanchi per il continuo girovagare non riuscirono a trovare niente da
mettere sotto i denti. Purtroppo non riuscivano a ricordare neanche la
strada di casa. Si sentirono persi. Dopo giorni di stenti, incontrarono un
gatto che abitava vicino a loro. Gli chiesero se li accompagnava fino a
casa. Il gatto si impietosì ed acconsentì. Una volta a casa il padrone,
che nel frattempo si era molto preoccupato per la loro sorte, li perdonò,
li rifocillò e li fece riposare. Da allora i due gattini impararono ad
apprezzare di più le comodità e le agiatezze della propria dimora e
decisero che non si sarebbero allontanati mai più da quel posto dolce e
sicuro.
Non
c'è posto più sicuro della propria dimora.
Grace |
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Patata
e le caramelle
C'era
una volta una gattina di nome Patata, che amava mangiare caramelle e
dolciumi vari.
-Patata! Vieni! Ti presento la tua nuova sorellina: una gattina che, dopo
una lunga discussione, abbiamo deciso di adottare...poverina, nel suo
paese c'è tanta povertà...esclamò Giuditta, la padroncina di Patata.
Patata pensò: - Ma dovrò dividere le caramelle anche con lei! - infatti
era anche molto gelosa del cibo.
E
disse alla padroncina, con un tono un po' dominante: - Ma non farle
mangiare le mie caramelle!
Le cose, nella famiglia de Micis, si complicarono.
Patata non voleva dividere le sue cose con Stellina, così l'aveva
chiamata Giuditta, la quale però le amava quanto lei...
Proprio quella notte, appena si addormentò nel suo cestino, Patata fece
un sogno che le rimase impresso....
Era sola povera e soprattutto senza padrona!
Incontrò un gattino che le offrì dei croccantini, allora Patata, grazie
a quel sogno, capì che
essere generosi è una cosa importante.Quando si svegliò diede subito le
caramelle
alla sua nuova sorellina e la invitò a dormire con lei nel cestino invece
che per terra.
E vissero tutti felici e contenti, facendo le fusa! ^..^
Essere
generosi è una cosa importante.
Patata/Sara |
|
Una
triste vicenda
Due
gattini vivevano felici con i loro padroni.
Non avevano molte pretese: mangiavano quando i padroni riempivano le loro
ciotole e uscivano per fare i loro bisogni quando questi aprivano la
porta.
Si erano ormai abituati a questa vita e si sentivano sicuri in quella
casa.
Ma vennero le vacanze. I padroni prepararono le valigie e decisero così,
da un giorno all'altro di far uscire i gattini fuori di casa. I gattini
pensarono che si trattasse delle loro solite uscite, ma si
sbagliavano...passavano i giorni e i padroni non tornavano. La fame
aumentava e non erano in grado di procurarsi da soli il cibo. Il caldo era
intenso e i due gattini per fortuna erano riusciti a scoprire una
fontanina dove si recavano per dissetarsi. La sera si sentivano più
protetti ed andavano in giro, allontanandosi da quella casa che li aveva
traditi. Andando in giro per la campagna riuscirono a trovare qualche topo
e a sfamarsi. Diventaro insomma gatti randagi anche se conservarono sempre
il loro carattere mite e dolce. Fu così che un giorno, durante una
battuta di caccia, li vide un cacciatore, che li prese con sè e decise di
far felice così il proprio bambino che desiderava tanto avere un
gatto....I due gattini ripresero a vivere in casa, in una nuova casa, ma
l'esperienza passata purtroppo era stata molto triste e li aveva segnati
per sempre. Infatti, non riuscirono più a sentirsi sicuri e tranquilli
come prima e pur amando i loro nuovi padroni erano pronti a tutto, come a
ritrovarsi di nuovi soli, in mezza ad una strada. .....abbandonati e
indifesi...........
Purtroppo
le brutte esperienze segnano spesso la nostra vita
Grace |
|
Birba
sulla sedia
C'era una volta una gatta
di nome Birba,che amava stare su una sedia.
Quando doveva mangiare la mamma la doveva prendere in braccio,ma lei
gridava:-Voglio la sedia!-
Un giorno la mamma andò dal dottore,gli raccontò tutto e lui le
rispose:- Prova a metterlo vicino ai suoi fatelli e darle una palla!Se
gioca con loro vuol dire che si diverte e che andrà bene,non starà
sempre incollata alla sedia!!-
Così la mamma fece.Birba imparò a non sedersi più così tanto,ma si
divertiva con i suoi fratelli!
Questo
significa che non bisogna fare sempre la stessa cosa:darà noia e fastidio
a te e un po' anche agli altri
Kleiacian |
|
Birba e
il delitto
Un giorno birba andò a tokio, e si
sentì una spadata,SCIANN!!!!!!!
Birba:!che succede!?
Bella:birba aspettami!
Fiocchetta:!!C'è pikachu investito!
Frodo:era quello di ash???
Ash:SI!!
Fiocchetta:scemo!Allenatore da strapazzo!
Birba:Icy meowvai!
Icy meow:icy meoow!
Birba:icy meow allontana ash!
Dopo...
Celeby incavolato:mbxchgdsjvb!!!!!!Wa!!!!!!
Frodo:charicat vai e calma celeby!
Charicat:CARHICAT!
Fiocchetta:dillo celeby hai uciso pikachu!Però se lo hai
ucciso..CONGRATULAZIONI!!
Celeby:lo ho investito e spadato!
FINE!
(trori sciocchina senza senso!:P)
Batuffolo |
|
Amor di
Gatto
Se venite al mare in Liguria e se andate a mangiare nelle trattorie
all'aperto, potrete facilmente vedere avvicinarsi i gatti con la speranza di
poter inghiottire un boccone di pesce avanzato o buttato lì per caso dai
turisti. Di notte poi, avendo le finestre aperte, li si sente miagolare...Qui
al mare li vedo girovagare specie sulla spiaggia di S. Fruttuoso e non danno
fastidio a nessuno, se ne stanno tranquilli sotto i tavoli o zampettare qua e
là. Ti guardano con quei occhioni colmi di tenerezza che ti fanno venire
voglia di coccolarli. Navigando su internet ho trovato tanti siti dedicati a
loro e tanto amore per questi esseri così speciali e la mia passione per loro
me l’ha trasmessa mia nipote Ilenia che a tutti i costi ha voluto un gatto
in casa nonostante i suoi non fossero troppo d’accordo perché avevano già
due cani ed un pappagallo. Alla fine l’ha vinta lei e così un micietto
tutto bianco (ora è diventato bello grande) è entrato nella sua vita: sua
sorella Alissa gli ha dedicato persino un racconto:”Il gatto di mia sorella
Ilenia” che ho pubblicato. Credo che per chi ha tanto amore da dare è
ideale avere un micino perché viene subito ricambiato con coccole e tenerezza
che ti fa proprio venire il desiderio di accarezzarlo. Perchè, allora
abbandonarlo sulle strade quando non ci serve più, come in estate che
dobbiamo andare al mare od in montagna? Vi ha dato amore e compagnia e voi,
crudelmente lo lasciate andare con il rischio che vada sotto un'auto! Che ne
direste se abbandonassero voi buttandovi fuori dalla macchina? E allora
perchè fate agli altri quello che non vorreste che gli altri facciano a
voi!!!
Con queste righe intendo ringraziare tutti coloro che si occupano dei gatti
dando loro non solo cibo, cure, ma anche amore. Perchè se è vero che l'uomo
è l'amico degli animali è anche vero che lo deve dimostrare con i fatti. E
poi i gatti hanno bisogno di riguadagnarsi la fama di animale domestico pronto
a dare coccole e compagnia a chi ne ha bisogno. Ci sono, infatti, ancora in
giro pregiudizi e dicerie su di loro ma sono solo parole e favole del lontano
"Medioevo" e non riesco a capire come mai alcuni siti ritornano a
descrivere questi mici in quei termini!!!
By Miry (Inviata speciale della webrivista!)
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|
I
momenti che l'umana non dimenticherà mai
Ci sono molte cosa nella vita che danno
grandi emozioni, ho sentito dire che nella nostra vita sono 5 o 6 al
massimo una decina i giorni che cambiano per sempre il corso della
nostra esistenza, sono giorni in cui o facciamo determinate scelte, o
facciamo determinati incontri, oppure il “fato” decide qualcosa di
grande per noi, nel bene e/o nel male….
Vi
voglio raccontare una giornata di quelle….
Un
giornata favolosa, speciale, fantastica, e meravigliosa, una giornata
che ha cambiato per sempre la mia vita, una giornata che non dimenticherò
mai perché è fra le giornate più tenere, emozionanti, spaventose, e a
lieto fine che abbia mai vissuto.
Una
corsa in macchina, la porta di casa mia che si apre,
uno scambio rapido di parole con mio marito, il cuore che batte
forte nel petto, sembra che salti via, lo stomaco in subbuglio, come se
contenesse mille piccole farfalline che volano, poi uno sguardo negli
occhi dolci della mia gattina che sembravano cercare i miei….
Lei
è lì, seminascosta nella “casetta” di uno dei nostri tiragraffi,
accanto a lei due fagottini umidi, che si muovono appena, eppure cercano
già di avvicinarlesi, ma noi sappiamo che non è finita, sappiamo che
“mancano” ancora due piccolini all’appello….il mio tesoro la mia
piccola gattina mi guarda fiduciosa, non ha paura (l’ho sempre
ammirata e tutt’ora l’ammiro per questo suo coraggio che dimostra
sempre lei è forte e non teme niente, a volte vorrei essere anche io un
suo cucciolo per rifugiarmi fra le sue zampette ed essere consolata…).
Restiamo
lì a guardarla , in attesa…nel frattempo l’aiuto ad asciugare per
bene, (usando un panno tiepido) il secondo cucciolo che lei troppo presa
dall’evento non ha ancora provveduto a lavare accuratamente….e
tenere quel piccolo tenero fagottino caldo e un po’ umidino fra le
mani mi dà una strana sensazione, come di avere l’onore di assistere
ad un grande piccolo miracolo della natura, che sta avvenendo a casa
mia, sotto i miei occhi….sento che amo la mia gattina Tinèbra, ora
mamma, tantissimo, davvero tanto così tanto che penso che il cuore mi
possa scoppiare per il troppo amore che sente per lei…
Sono
anche spaventata, so cha alcuni parti possono non avere il lieto fine
sperato e prego che tutto si concluda bene per la mia piccola dolce e
giovane mammina e anche, se
possibile, per i suoi piccoli fagottini….che ora sembrano due topolini
bianchi….poi mamma gatta cambia posizione e i piedini posteriori
escono un pochino dalla casettina, emette un verso strano, come un
nitrito ma sottovoce, sommesso…..capiamo che sta per uscir e l terzo
cucciolo, il cuore è a mille, le metto una mano sotto ai piedini ed è
incredibile: lei spinge spinge…le mani mi tremano stringo forte la
mano ( con quella libera) di mio marito…( più tardi mi dirà che in
realtà non la stavo affatto stringendo, bensì gliela stavo stritolando
!!)…in un attimo un sacchettino lucido esce dalla mia meravigliosa e
dolce gattina, lei si affretta a lavarlo con la linguetta ruvide apre il
sacchettino e ancora una volta il miracolo è lì davanti a noi: un
musino tenerissimo e accigliato è uno spettacolo fantastico ai nostri
occhi…..passa una decina di minuti ed ecco che esce l’ultimo
sacchettino, mamma gatta anche se stanca apre anche questo e ci guarda,
un po’ stanca un po’ fiera è come se ci dicesse “ visto?! Avevate
tanta paura e invece ce l’ho fatta !!”….è stanca la mia Tinèbra…nel
frattempo arriva una delle nostre due vet…controlla i mici e ci dice
che sono due maschi e due femminucce e che stanno bene, ci aiuta a
tagliare gli ultimi due cordoni ombelicali che mamma Tinèbra, troppo
presa dagli eventi, ha scordato di tagliare….controlla Tinèbra e ci
assicura che sta bene ( invece mi dice io non le sembro tanto in forma,
sono molto pallida , più del solito, forse un caffè mi farebbe bene?)
e che tornerà alla sera per un secondo controllo ulteriore e se
necessario il giorno dopo in modo tale da calmare….ME !!! non per la
gatta assicura, che invece sta benissimo….infatti la nostra dolce
mammina dopo un paio d’ore dal parto aveva già deciso di lavarsi
tutta per bene e fare una puntatina in cucina a mangiare e a giocare coi
suoi giochino preferiti,
lasciandoci soli ad ammirare il miracolo uscito dal suo pancino
birmano…..scopriremo più avanti che si rivelerà una mamma
meravigliosa, nonostante la sua giovane età e che anche il papà dei
suoi meravigliosi cuccioli, il nostro buono e gentile Lestat,
l’aiuterà ad accudire la prole e ad educarla secondo i canoni
felini….
Non
dimenticherò mai l’emozione del primo parto della mia gattina, e
quando sono triste o insicura ricordo momenti delicati e perfetti e
penso che la magia esista ….
By Nadia (Felinadia)
|
|
Un
gesto d'amore
Si
avvicinava Natale, per le strade si avvertiva già un'atmosfera di festa
ed i negozi erano tutti agghindati. Stellina, una gattina piccola piccola
e bianca come la neve si soffermava a guardare le vetrine e le luci di
mille colori. Si sentiva però triste, nonostante quell'aria di festa che
la circondava. Perché? La sua mamma da pochi giorni era volata in cielo:
un' auto non era riuscita ad evitarla e purtroppo era accaduto il peggio.
Aveva ancora tanto bisogno di coccole e di amore. Ricordava le leccate
della sua mamma e il suo latte caldo. Un bimbo si fermò per accarezzarla
e lei gli leccò la mano, per un momento felice. Il bimbo si intenerì e
chiese a suo padre se poteva tenerla: pur di averla con sè avrebbe
rinunciato a tutti i suoi regali di Natale. Per lui quello era il miglior
regalo del mondo. Fu felice quando suo padre accettò, anch'egli colpito
dalla dolcezza di quella gattina. La chiamarono Stellina, senza sapere che
quello era veramente il nome che sua madre le aveva dato. Era proprio una
stellina di Natale, soffice e bianca come la neve. Una Stellina che
tornava a sorridere e ad amare..........
A
volte basta poco per donare la felicità
Grace |
|
La casa
dei gatti
Pissy
è una gattina disabile,con le zampe di dietro rotte,cammina a malapena,
ma sua mamma Lilla le vuole bene lo stesso,
Un giorno i padroni di questa piccola famigliola di gatti, decisero di far
operare la piccola Pissy.
Tutta la famigliola era in ansia per lei.
Il giorno seguente,Pissy venne portata dal veterinario,e fù operata. e
tenuta lì per un pò di tempo,La famigliola, andava molto spesso a
trovarla
le portava regali,giochi e varie.
Pissy,doveva camminare con la sedia a rotelle.
La famiglia miciosa metteva spesso Pissy sulla sua sedia e la portava al
parco lì vicino.
Lei sin da neonata, vedendo correre gli altri micini, aveva desiderato
poterlo fare anche lei
oggi il suo desiderio si era quasi avverato.
Lilla fece correre come il vento la sedia di Pissy,e andarono talmente
veloci che riuscirono anche a spiccare il volo.
Pissy e luna si scaraventarono in una
pozzanghera,e, purtroppo, Pissy dovrà sibire un altra operazione. Dopo
tanto tempo passato in ospedale,Pissy uscì dalla sala operatoria.
Luna provò a far andare Pissy nel girello per i bambini piccoli,ma le
rimane il desiderio di correre come gli altri gattini.
Pissy tornò a casa dopo 30 giorni.
Aveva iniziato a muovere le zampette per andare con il girello.
Luna portò Pissy a fare una passeggiata,lei si spingeva da sola,con
qualche zampettata della mamma.
Incontrò i suoi amichetti,e li ammirò perchè loro camminavano.
Tornate a casa, Luna mise Pissy in piedi con le stampelle e lei camminò
velocissima per tutto il giardino!
Se
ci si mette tutto l'impegno possibile, anche l'impossibile diventa
possibile
Pati |
|
Fan
Fiction: Le avventure di Tallina
1° puntata:
C'era
una volta una gattina di nome Tallina,che abitava in una cascina con sua
madre Seltinà.
Un giorno stava facendo una passeggiata,ma era molto distratta ed a un
certo punto si perse.
Guardò:era in un grattacielo di città e sotto c'erano molte
macchine...non sapeva cosa fare!
Corse giù e andò in strada,sul marciapiede e corse,andò in un
palazzo,corse sulle scale e andò in una casa.
Suonò,gli apri Erica,una bambina di 9 anni che aveva una gatta di nome
Luna.
Tallina raccontò tutto a Erica e a Luna.
Così Luna la ospitò,la fece giocare con lei,dormiva con lei...insomma
era una gatta di casa e solo di casa(senza poter uscire neanche nel
cortile)come Luna.
Ma che cosa succederà?Lo scopriremo nella prossima puntata!
2°
puntata:
Tallina,Luna ed Erica un giorno stavano facendo un giretto,perchè Tallina
prendesse confidenza con la città,ad entrarono in un bar,dove presero
delle bibite da bere,mentre Tallina raccontava le sue storie di quando era
in cascina.
Passarono molte ore nel bar,finche entrò una bambina,che,appena Erica la
vide seppe subito sapere chi era:una sua amica cara.
Ma chi era precisamente?Come faceva a sapere che loro erano in quel
bar?Perchè era venuta?Tutto questo nella prossima puntata!
3°
puntata:
La
bambina che entrò era Sara,detta anche Pati,che disse a Erica:ho saputo
di Tallina,ma non ho ancora saputo se lei vuole ritornare in cascina.
Tallina disse che voleva stare in città con Luna e Erica.
Allora stai anche con me!Disse Sara.
Improvvisamente entrò anche Elena,la mia migliore amica,che disse che
concordava pienamente con il discorso che ha fatto Sara.
Erica allora ospitò le nuove amiche,contenta molto contenta perchè adora
ricevere amiche in casa.
Ma in quel momento Tallina pensò qualcosa.
Erica,Elena e Sara pensarono anch'esse qualcosa e Luna anche ma pensava
qualcosa di diverso.
Che cosa pensa Tallina?Cosa vorranno in realtà Erica,Elena e Sara?E
Luna?Tutto nella prossima puntata!
4°
puntata:
Tallina
e Luna pensarono di prendere un treno per ...Parigi,sì,perchè Tallina
abitava lì ora,siccome sua madre aveva appena telefonato a Luna che
adesso erano lì!
Ma Erica disse di aspettare,allora!Perche agli inizi di Gennaio sarebbe
andata in vacanza a Parigi,così avrebbe portato Tallina a Parigi!
Ma Luna gli rispose che anche lei voleva venire,naturalmente restando con
Erica.
Non posso,rispose Erica,io miei genitori vogliono farti stare
qui,naturalmente...verrà qualcuno a darti da mangiare!
Elena disse a Luna che comunque avrebbero trovato una soluzione...!
Sara concordava con Elena...ma loro due volevano andare con Erica...!
Come faranno?Tutto nella prossima puntata,che sarà scritta il 1 o il 2
gennaio perchè il 3 vado davvero a Parigi,pochè la storia riprende un
po' le cose vere:io mi chiamo Erica,ho una gatta di nome Luna,la mia
migliore amica si chiama Elena,io conosco Sara...ed altre cose!
5°
puntata:
Elena
e Sara mi dissero che potevano partire con me per Parigi e anche Luna.
Partimmo,misi Luna e Tallina purtroppo in una gabbia,poichè non potevano
andare in giro per la macchina.Elena e Sara vennero con me e mio fratello
stretto anch'esso dietro con me e i miei genitori davanti.
Partimmo,dopo un'ora passata con Tallina che raccontava tante cose della
sua cascina,mi venne in mente che solo al terzo giorno potremmo andare a
portare Tallina,e gli altri due giorni farla divertire un po'.
Passarono 6 ore ed era mezzogiorno,ci fermammo a mangiare le due gatte le
lasciammo in macchina e quando ritornammo avevamo cibo per loro e anche
noi avevamo mangiato.
Andrò avanti dopo essere ritornata da Parigi,andrò avanti anche con il
viaggio e siccome andremmo in certi posti andrò avanti meglio con la
storia.
6°
puntata:
Le giornate passavano e Tallina era emozionata di un tale città!
Parigi le piaceva molto.
Ecco il momento:Erica,Elena,Sara,Luna,Tallina e la famiglia di Erica
stavano salendo sulla Torre Eiffel,lì dove c'era la madre di Tallina.
Arrivarono al2° piano e finalmente Tallina vide sua madre,Seltinà.
Anche la madre vide Tallina.
Cosa succederà?
Kleiacian |
|
Fan
Fiction: Le avventure di un gattino
1° puntata:
Un
bel giorno d'estate , naque un piccolo gattino . La sua madre però non lo
vuole , e scappa via, questo piccolo micetto dopo alcuni giorni comincia
ad aprire gli occhi , e miagola disperato dalla fame !
Però qualcuno lo sente , un uomo vestito di nero lo vede , lo prende in
mano e lo mette in un sacco e lo porta via . Il povero gattino continua a
soffrire , quale sarà il suo destino ?
2°
puntata:
L'uomo entra in un bar e parla con un amico , l'amico si chiama Nicola ,
allora chiacchierano tranquillamente , mentre il gattino dormiva , quando
il bar si svuotò l'uomo usci furtivamente e diede a Nicola il cucciolo .
E uscì con passo molto accelerato. Nicola , deciso andò a casa ,
sembrava che sapesse tutto di quel gatto . Arriva a casa , lo fa mangiare
e lo chiude in una gabbia .
Cosa succederà adesso al gattino ? E chi è Nicola ? E perchè l'uomo ha
dato quel gattino a Nicola ? Lo scopriremo nelle prossime puntate !
3°
puntata:
Il
mattino dopo Nicola si sveglia e telefona a Giovanni (l'uomo del gattino )
e lo rimpovera per come gli ha portato il gatto .
Miau , il gattino si sveglia e subito Nicola stacca il telefono e gli da
da mangiare , poi lo porta a fare le vaccinazioni dal veterinario e lo
riporta a casa , lasciandolo giocare nel giardino , il gattino però è
ancora triste , gli manca la mamma ....
La sera Nicola richiama il gattino , che ha chiamato Pussie, una gattina
che viveva là vicino.. Il gattino vide una stella cadente , e espresse il
desiderio di ritrovare sua mamma . Sarà esaudito ?
4°
puntata:
Ed ecco che l'indomani tornò Giovanni , ma questa volta chiacchierò
fino a sera , e il gattino in quegli attimi non pensava a sua mamma e
giocava con una pallina
.
Poi andò in giardino e uscì dalla casa , quando si accorse che si era
allontanato troppo e subito corse a casa . Ma si accorse che non era solo
nel giardino , c'era un altro gatto , e fecero subito amicizia , e
giocarono a lungo . Quando Giovanni dovette tornare a casa , Nicola si
sentì male ! Giovanni preoccupato lo caricò sopra la macchina e corse
verso l'Ospedale . Prima di uscire di casa , Nicola perse i sensi .
Purtroppo il traffico non permetteva la velocità necessaria per arrivare
in Ospedale . Arriveranno in tempo ?
5°
puntata:
Pussie
ha visto tutto, anche se ancora non ha capito quello che è successo
e si addormenta . La mattina dopo però quando si sveglia e non vede
Nicola comincia a preoccuparsi ! Fa il giro della casa ma non trova
nessuno .
In quel preciso istante Nicola è all’Ospedale per un coma , ha avuto un
trauma cranico .
I dottori non possono dire che si riprenderà , anche se non è tutto
perduto !
Pussie esce di casa disperato in cerca di Nicola ma dopo un po' non trova
più la strada di casa , cosa succederà adesso che si è perso?? Cosa
accadrà adesso ?
6°
puntata:
Pussie
si muove in mezzo al traffico cittadino con molta difficoltà ! Rischiando
più di una volta di morire !
fino a quando esce fuori dal paese … stanco della giornata si ripara
sotto un muretto e si addormenta . Passa una macchina , si ferma accanto
al gattino e si sente una foce infantile provenire dalla macchina :
<< Papà , guarda quel gattino ! Per favore portiamolo a casa !
>> subito dopo scende un uomo dalla macchina che prende Pussie e
risale .
Passano le settimane e Nicola finalmente torna a casa ! Ma non ritrova il
suo gattino !
Torna il gattino con cui giocava Pussie … e anche lui rimase sorpreso di
non trovarlo ! Nicola torna a casa triste . Questo è much for the happy
ending
7°
puntata:
Pussie
scappa della sua nuova casa !!! Dopo tante ore di camminare , nota che si
trova nel posto in cui era nato , e vede una gatta che piangeva … era
sua madre !!! Subito corre verso di lei . Era andata via per andargli a
cercare del cibo e quando tornò non trovò più Pussie … ma lei troppo
addolorata per la scomparsa del figlio rimase lì ferma tutto quel tempo a
aspettare il suo gattino, e il destino volle farli ritrovare !! Il piccolo
gatto era troppo felice di aver finalmente trovato sua mamma !!! E sapeva
come ritrovare Nicola ! Bastava tenere d’occhio il bar dove andava
spesso Giovanni ! Due sere dopo , infatti eccolo lì !! ^^ Giovanni prese
Pussie e sua mamma e va subito da Nicola ! Quando Nicola e il gattino con
cui giocava Pussie ( Peppino ) videro Pussie … potete immaginarvelo !!!!
Alla fine decise di tenere la mamma di Pussie ( Ale ) , Pussie e Peppino .
Questo si che è the happy end … no ?
Light
Celebi |
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Perla e
Pussi in banca
Perla e Pussi dovevano andare in banca per un prelievo personale
Ad un tratto entrò un gatto armato con pistola che disse a tutti: -Questa
è una rapina,tutti giù o sparo!
Perla disse: - E' la fine!
Ma dopo un po' entrò Bella e le due dissero: - Attenta!
Bella disse: - Per cosa? Oh no,c'è un delinquente!
Allora quel rapinatore si fece vedere il volto: - Era Birba! - Scherzetto!
- disse
Bella disse: - Insomma,ma si può sapere...!
Ma Birba le rispose che era tutto architettato!La pistola finta...e i miei
amici che si sono travestiti per lavorare qui!
Bella le rispose:in castigo per un mese!
Birba:ma....!
Bella:niente ma!
A
volte fare brutti scherzi comporta grandi rischi!
Kleiacian |
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Storia
gattosa
Di
- Trevor -
Lunedi 12 Ottobre 300 d.c. un gattino appena nato si ritrova per la strada
solo soletto attraversa tutte le strade arriva in polo nord e trova 3
gnomi ke lo accudiscono, passa dei momenti felici con loro ogni 24
dicembre aveva un cappello rosso kon ovatta bianca si kiamava Natalie il
gattino era amato da tutti ma ogni 25 dicembre era triste nessuno kapiva
ke gli succedeva aveva un dolore al cuore e un giorno mori di infarto
tutti lo rimpiangevano e ricordavano quel giorno come se fosse ieri e in
onore del suo nome inventarono un giorno ke solo una volta all'anno veniva
il "Natale" il giorno amato da tutti i bambini
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Storia
gattosa 2
Di
- Trevor -
Un
giorno nel nord america un gattino di nome lilly con la sua mania di
scoprire cadde in un pozzo nn sapeva ke fare miagolava giorno e notte ma
nessuno lo sentiva fu costretto a trovare una via d'uscita avanzò nel
tunnel pipistrelli volavano verso di lui api gironzolavano attorno al suo
corpicino all'improvviso il gatto vide un'ombra nera e alta il gatto è
spaventato e scappa ma l'ombra lo insegue ma nn scopre la sua identita
Ke succedera??? |
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La
tremenda scopa
Di
Max
Personaggi:Io,
mia sorella, Briciola (gatta),Mami (madre Briciola),Grande
Gatta(antagonista).
Eravamo a mare quando vedemmo Briciola con il pelo rizzato andammo a
vedere c'era una gatta grandissima, Grande Gatta, Che spaventava a morte
Briciola allora mia sorella prese un arma letale contro i gatti: la scopa!
Un colpo di scopa per terra e via a zampe levate!
FINE |
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Night
Kitty
Di
Batuffolo e Tiziacat
C'era
una volta una gattina piccolina di nome Ciccina
Adorava andarsene in giro di notte, le piaceva il rischio, il pericolo, ma
ogni volta che sua madre la scopriva la sgridava,una notte però vide un
gatto ricoperto di nero che gli disse<<Tu prescelta devi
morire,tanto il dominio del male non è molto lontano!Palla di pelo
oscura!>>
"Oh mammina mia!Che faccio adesso?"
Ciccina fu ricoperta da una strana luce e divento Night Kitty la prescelta
della luce,ma non sapeva come usare i poteri però arrivarono ad aiutarla
fiocchetta la gattina dell'acqua,Frodo il gatto di fuoco,bella la gatta
del tuono,blak e Jenny i gatti
del ghiaccio.
Fiocchetta:dardo dell'acqua!
Bella:prescelta della luce si levi di li,ci pensiamo noi a ShadowXXX
Ciccina:e chi sarebbe?
Frodo:uno dei servi di Katzmeow,il gatto che cerca da anni di dominare il
mondo dei gatti!
Black e Jenny:dobbiamo fare un colpo unito ragazzi!
Tutti(tranne ciccina,che non sapeva niente):sì!
Fiocchetta:ciccina.di "luce risplendente!"capito?
Ciccina:sì!
Tutti:potere dei gatti prescelti!AHH!!!
ShadowXXX:argh!!!! |
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